1 – Antiche ORIGINI

                                             Storia della Famiglia Basagni 

       Primo Capitolo  :  ALLA RICERCA DELLE NOSTRE ANTICHE ORIGINI

Documenti certi testimoniano la presenza di una Famiglia Basagni , nel Casentino , già nel 1200

La testimonianza della presenza certa , di una Famiglia Basagni in Casentino nel 1200 , la troviamo scritta in un vecchio libro , dal titolo :  VITA DEI SANTI E BEATI FIORENTINI , andato in stampa nel 1761 , dove l’autore , Giuseppe Maria Brocchi, cura una rassegna di antiche biografie di alcuni dei principali Santi e Beati vissuti anticamente, nel territorio Fiorentino. Tra queste biografie troviamo quella relativa al Beato MICHELE FLAMINI che, se pure Aretino di nascita ( nato ad Arezzo nel 1296 ) , è stato inserito tra i Beati Fiorentini ,perchè visse gran parte della sua lunga vita presso la chiesa di San Salvi , a Firenze, dove morì nel 1370 all’età di anni 74 Tralascio tutta le lunga serie di motivazioni per le quali è stato Beatificato.

L ‘Autore ,G.M. Brocchi , spiega che per quanto riguarda la Biografia del Beato Michele, egli ha riportato integralmente quanto già scritto in una antica biografia, opera di Don  Egidio Flamini ( pure lui Padre Vallombrosiano ), e diretto parente del Beato Michele. ( Don Egidio Flamini era  nipote di Marco Flamini, fratello del Beato Michele ). G.M.BROCCHI, sottolinea la massima attendibilità di questa antica biografia ,scritta da un suo diretto parente, che bene conosceva la storia della sua Famiglia. 

Alla pagina iniziale ( di questa biografia , pag. 109 del volume ) il Brocchi scrive : 

………le ragioni poi, per le quali si deve stimare questa utile Cronica, sono prime per esser formate da persone della medesima Agnazione , di poi perchè Don Egidio Flamini, non solo produce i nomi degli ascendenti , ma individua gli anni, in cui quelli furono come altresì, perchè dall’anno della morte del Beato Michele al tempo della vita delli scrittori, dal quale viene revocata, erano passate poche generazioni , onde ognuno vede, che molto facilmente potevano a lui essere pervenute sicure le notizie, massivamente perchè in tale tempo non solo si nominavano le carte, e ricordi il padre ma altresì il nonno , e il bisavolo. 

( segue a pag. 110 )………. ciò adunque confermato da esso Don Egidio Flammini  Vallombrosiano, della stessa Agnazione del nostro Beato Michele, uomo pratichissimo dello studio delle antichità, il quale assieme a Leudosio Loccattelli , con Valeriano Salaini , con Cesare Mainardi e con Savino Bolsio, che furono celebri antiquarj nella loro era nell’Ordine di Vallombrosa……….

Stabilito , quindi, la massima attendibilità della “ fonte “ vediamo cosa ha scritto il biografo Don Egidio Flamini:

 pag. 131,  della raccolta curata dal Brocchi,  che riporto in copia:

Come potete vedere, a metà della pagina troviamo scritto;                                                                                                                  ……..“”..ancora nel tempo , che la famiglia era domiciliata in quella provincia, ha mantenuto il suo lustro e decoro con fare nobilissimi parentati tanto attivamente che passivamente con le case Fantoni, Conti Fonteboni , Conti Malatesta signori di Rimini , Basagni , e con gli antichi Conti d’Urbech , consaguinei della nobilissima Casata dei Conti Guidi….””.

Analizziamo questo documento :

“” ……. ancora nel tempo , che la famiglia era domiciliata in quella provincia …””  >, l’Autore si riferisce al Casentino dove la Famiglia Flamini, visse nel 1200, E’ evidente che   < l’imparentamento > con la Casata Basagni, avvenne in quel periodo, quindi è certificato che la nostra Antica Famiglia BASAGNI, nel 1200 si era già formata e che era una Famiglia Casentinese.     Non solo, ma apprendiamo ( anche ), che la Famiglia Basagni  era una Famiglia importante, perchè la Famiglia Flamini ( come scrive il cronista )   “”...…..ha mantenuto il suo lustro e decoro con fare nobilissimi parentati…….””.

Dalla lettura di questa Biografia, apprendiamo tre dati  che ci permettono di stabilire   :

  • La Casata Basagni si è già formata nel 1200 
  • Vive in Casentino
  • Ed è citata assieme alle più importanti Casate Casentinesi, di quel periodo.

Torno a ripetere che,  questi sono dati certi , che potremmo definire : certificati. Non si tratta della solita “ gabula ” che spesso ritroviamo in certe ricerche araldiche.

Quello che non è stato specificato, dal Biografo, è quando e come avvenne <  l’ imparentamento >  della Famiglia Flamini con quella Basagni. Cerchiamo,da una attenta lettura di questa Biografia , di riuscire a potere stabilire chi furono i due sposi.

                 Scrive  Don Egidio Flamini  che ,  l’antica Famiglia Flamini, di parte Ghibellina, era originaria di Rieti.  Tra la fine del 1100 e gli inizi del 1200, si era trasferita a Rimini, al servizio dei Conti Malatesta e successivamente era passata al servizio dei Conti Guidi,  nel Casentino.   La presenza dei Flamini in Casentino risale quindi alla metà del 1200.    Nel 1289, la Famiglia Flamini è ancora al servizio dei Conti Guidi, di Poppi e vive a Poppi.   Il Capo Famiglia è Germano Flamini , che aveva sposato una Fantoni, ( potente Famiglia di Poppi ) e da questo matrimonio erano nati tre figli maschi : Michele, Marco e Niccolò.  Sappiamo che Germano muore  nel 1293 a Poppi. Tutti e tre i figli maschi, di Germano, presero parte alla Battaglia di Campaldino, (11 giugno 1289 ) in qualità di “Capitani della Milizia Pedestre”.    Marco e Michele, ( che non erano sposati ) morirono in battaglia, mentre Niccolò restò gravemente ferito, e dopo la < Rotta di Campaldino > riuscì a fuggire e trovare aiuto e rifugio presso la casa di tale Giovanni a Battifolle , nell’alto Casentino, nel feudo dei Conti Guidi di Romena. Siamo, quindi, in una zona dove vivevano famiglie Ghibelline. Il biografo non spiega  se Niccolò riuscì da solo  in questa fuga,  o venne  aiutato da un suo compagno d’arme. E’ molto probabile che egli venne aiutato. Niccolò  era anche ferito, e tutto lascia ritenere che venne aiutato da persona che ben conosceva i luoghi. Non dimentichiamo, che l’esercito Ghibellino  era in “ rotta”, e che una fuga era possibile solo se si conoscevano bene sentieri poco battuti , che tagliavano i boschi evitando le strade dove l’esercito vincitore faceva scorribande e razzie.   Scrive il Biografo che Niccolò trovò rifugio presso  < una casa amica >, di un tale Giovanni a Battifolle.

Non solo soccorso ed asilo, ma in quella < casa amica > , Niccolò trovò ( anche ) moglie, sposando Agnoletta, figlia di Giovanni .

Quindi : la Casata Flamini prosegue solo con Niccolo’ di Germano, che come si è detto aveva sposato Agnoletta di Giovanni.

Niccolò Flammini , alla morte del suocero Giovanni ( 1294 ), lascia Battifolle e si trasferisce a vivere in Arezzo, in una abitazione che la moglie Agnoletta aveva ereditato dal padre. La Famiglia Flammini lascia definitivamente il Casentino nel 1294. Niccolò Flamini, muore in Arezzo nel 1296 , lasciando quattro figli e la moglie gravida.

I cinque figli nati da questo matrimonio furono :

MICHELE , morto giovane nel 1303

GERMANO , si fece monaco nell’eremo di Camaldoli con il nome di Don Giovanni, in memoria del Nonno Giovanni .Muore nel 1366, di  anni 72

MARIA fu maritata a  Francesco Crudeli di POPPI

MARCO sposò SANDRA di Antonio Neroni di Romena , ed ebbe un solo figlio maschio che venne battezzato con il il nome di Niccolo’’ ( in memoria del Nonno ). Anche Niccolò ebbe un unico figlio maschio che fu battezzato con il nome di EGIDIO, che si fece Padre  Vallombrosiano, ed è l’ Autore della citata Biografia  del Beato Don Michele . Come ho già citato, il Brocchi aveva motivi validi per dire che Don Egidio Flammini, bene conosceva < quei fatti >, perché  Niccolò ed Agnoletta erano i suoi bisnonni, e sicuramente in famiglia si era parlato molto di loro.

NICCOLO’, nasce poco dopo la morte del Padre, e venne battezzato con lo stesso nome del genitore. Si vestì monaco di Vallombrosa con il nome di Don MICHELE , in memoria del suo fratello , morto bambino nel 1303. Fu per molti anni Romito nelle Celle, Eletto nel 1346 Abate Generale dell’Ordine.si trasferì a Firenze presso la Chiesa di San Salvi ( sede dell’Ordine di Vallombrosa ), dove mori nel 1370, all’età di 74 anni.

La Famiglia Flamini, divenuta una delle principali Famiglie Aretine,  si estingue nel 1400. La casata prosegue solo per ramo femminile come Goretti ( che successivamente, i discendenti, prenderanno il Cognome di Goretti Flamini ).

Dopo questa doverosa , se pure un po’ noiosa, lunga discussione , cerchiamo di stabilire chi fu il Flamini che sposò una Basagni                                                                          

  Come si è già accennato, Don Egidio Flamini scrive :        “”..ancora nel tempo , che la famiglia era domiciliata in quella provincia, ha mantenuto il suo  lustro e decoro con fare nobilissimi parentati tanto attivamente che passivamente con le case Fantoni, Conti Fonteboni , Conti Malatesta signori di Rimini , Basagni , e con gli antichi Conti d’Urbech , consaguinei della nobilissima Casata dei Conti Guidi.””

A riprova che l’elenco fa riferimento al solo periodo che i Flamini vissero in Casentino , nel corso del 1200, vediamo che  non compaiono i cognomi Crudeli di Poppi  e Neroni di Romena , perché avvenuti nel 1300 , periodo che l Famiglia Flamini vive ad Arezzo.

Nell’elenco compaiono ben tre Casate Nobiliari : Conti Malatesta, Conti Fonteboni e i Conti d’Urbech, Nessuno di  questi tre imparentamentI può riferirsi al matrimonio di Niccolò con Agnoletta  ,perché  non si sarebbe scritto semplicemente < Agnoletta di Giovanni > da Battifolle  !!! Quello che è certo Giovanni non era un Conte . Se togliamo le tre Casate Nobili, dell’elenco , restano solo due Cognomi : Fantoni  e Basagni.

Sappiamo che Germano Flammini, (il padre di Niccolo’ ) aveva sposato una Fantoni di Poppi. Egli visse a Poppi dove nacquero i suoi TRE figli maschi , due dei quali morti in battaglia non sposati La Casata Flamini prosegue solo tramite Niccolò, che fu l’ultimo a sposarsi in Casentino, a Battifolle con Agnoletta .Tolto Fantoni , dall’ elenco , resta solo il Cognome Basagni Quindi possiamo affermare con certezza che quella < casa amica >, a Battifolle, dove Niccolò trovo soccorso,  era la casa di GIOVANNI BASAGNI .

Grazie alla Biografia della vita del Beato Michele Flamini, noi possiamo dire con assoluta certezza che. a Battifolle fine 1200, viveva una Famiglia Basagni Possiamo aggiungere che AGNOLETTA , madre del Beato Michele, era una Basagni- ( come vedete abbiamo anche un Beato, in Famiglia !!!)

Stabilito questo, cerchiamo adesso di capire chi era Giovanni Basagni e quale attività svolgeva a Battifolle , questa Famiglia Basagni.

Noi sappiamo, con certezza, solo che Giovanni Basagni era un possedente, perché ci è noto che sua figlia Agnoletta, eredita alla sua morte  ( 1294 ) una casa , ad Arezzo. Probabilmente, Giovanni possedeva, anche, una casa a Battifolle. Abbiamo letto, nella biografia, che Niccolò abitò , in casa di Giovanni, dal giugno del 1289, fino al 1294.,( per cinque anni !!) ed in questa casa sono nati i primi due suoi figli. Possiamo, aggiungere ( scherzando ) che Giovanni mantenne il genero, per ben cinque anni, e non dimentichiamo che il matrimonio mantenne < lustro e decoro >, al Casato Flamini. Quindi il nostro Giovanni mantenne < bene > suo genero.                         Ad Agnoletta , morto il padre, andò in dote solo la casa ad Arezzo, tutto lascia ritenere che Giovanni aveva, anche, altri figli.( per nostra fortuna, perchè altrimenti il nostro Casato si sarebbe estinto !!!)

A questo punto, resta l’incognita di chi fosse Giovanni Basagni di Battifolle, ed in particolare quale fu la sua attività lavorativa ( ammesso e non concesso che abbia svolto una attività  !!! )

Non disponendo di ulteriori dati certi, dobbiamo procedere solo formulando delle ipotesi.

Io sono convintissimo che  :    < Le famiglie Flamini e Basagni, già si conoscevano da prima della Battaglia di Campaldino >.     Germano Flamini  ,  come Giovanni Basagni  , non partecipano alla battaglia di Campaldino ( 1286 ), perchè entrambi in la’ con gli anni   ( Germano sappiamo che muore nel 1293 e Giovanni nel 1294 )  Niccolò, persi entrambi i fratelli e ferito , sceglie di non rientrare nel castello di Poppi , che si trova vicinissimo a Campaldino. Questa sua mossa è apparentemente strana, a Poppi viveva la sua famiglia, poteva trovare rifugio dentro le mura sicure di quel castello ( era noto che l’armata Guelfa avrebbe proseguito in direzione di Arezzo, per mettere sotto assedio la città. Le truppe Ghibelline avevano scelto la piana di Campaldino per sbarrare il passo ai Guelfi fiorentini.

Niccolò, sappiamo essere ferito, per mettersi in salvo ha bisogno dellì’aiuto di fidata ( o meglio : di una persona amica ). La persona che lo aiuta , lo conduce a Battifolle, nella casa di Giovanni Basagni ( casa amica, dice il Biografo ), ed io credo che il soccorritore era un figlio di Giovanni, che ben conosceva Niccolò.

Germano Flamini era un vecchio uomo d’arme ( oggi potremmo definirlo un soldato professionista ), al servizio del Conte Guidi di Poppi, e sono convinto che pure il nostro GIOVANNI era un vecchio uomo d’arme , al servizio del Conte Guidi di Battifolle. I due ” vecchi” capitani, sicuramente bene si conoscevano, e così pure si conoscevano i figli di Germano con quelli di Giovanni. Quindi, ritengo che Niccolò fu aiutato da un figlio di Giovanni.

Due famiglie “amiche” che bene si conoscevano, ecco perchè ( poi ) Niccolò sposa Agnoletta, e resta a vivere ( nella casa del Suocero ) per tanti anni

Giovanni Basagni, era  stato un < uomo d’arme > , e probilmente lo furono anche i suoi figli, siamo in pieno Medioevo, epoca in cui questa era  la professione  tipica delle antiche Famiglie di origine cavalleresca, post-carolingia.

Una velata riprova , di questa antica origine ” cavalleresca “, della Famiglia Basagni, la troviamo nel libro  STORIA E SEGRETI DI STIA IN CASENTINO,  di Leonardo Previero (Ed. Fruska- 1999 ). L’ Autore traccia la storia di Stia, dalle sue antiche origini ad oggi, ed in più punti troviamo notizie della Famiglia Basagni , che come vedremo, più avanti,  nella seconda metà del 1400, vive e prospera a STIA.   Al capitolo dedicato alla storia delle antiche Famiglie Stiane, lo storico Leonardo Previero  traccia un elenco , molto dettagliato, del passato e delle origini  di queste Famiglie, ma non è citata la Famiglia Basagni, che però troviamo nel trafiletto finale , del capitolo , dove è scritto :

…..”” Ho volutamente escluso da questo breve elenco le famiglie storiche come i Goretti,   i Fantoni, i Basagni , i Basili , i Rampini, gli Ugolini , i Mazzoni, gli Scalbanti ………. Le loro gloria Nobiliari , le loro gesta, le loro azioni militari, sono ben presenti in varie pagine dei manoscritti che ho avuto la fortuna di consultare “…….

Questa < gloria Nobiliare > , alla quale fa riferimento l’Autore, non deve essere intesa come titolo nobiliare , ma come militanza cavalleresca . Queste righe confermano che i Basagni erano stati, nel medio evo, dei < Cavalieri >, al servizio dei vari Nobili Signori Feudatari , dell’epoca.

Al momento non dispongo di nessuna altra informazione specifica per la nostra Antica Casata, per l’intero 1300 e per la prima metà del 1400.

Passiamo alla seconda metà del 1400.

Il cognome Basagni , lo troviamo  in un carteggio  conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze. (  per l’esattezza si tratta di un frammento di una notula, della quale manca la parte datata )  , conservato in una filza di carteggi vari, con la Curia Vescovile di Fiesole,  riconducibili al 1400, dove troviamo indicato :   Giovanni Basagni de Agnolo  , Gonfaloniere di Giustizia della Montagna Casentinese, dello Stato di Firenze..

Gonfaloniere di Giustizia ( che spesso troviamo anche scritto : Confaloniere ) era una carica importante, riservata  alle sole famiglie NON nobili.    Questa < Figura istituzionale > fu tipica del Governo Fiorentino, introdotta a partire dal 1293, con l’entrata in vigore degli Ordinamenti di Giustizia di Giano della Bella , che affiancava il Podestà ed i Priori ( prevalentemente appartenenti alla Nobiltà ) nell’esercizio delle funzioni pubbliche.  La carica di Gonfaloniere di Giustizia, nello Stato di Firenze,  sopravvive praticamente fino all’abolizione della Costituzione Repubblicana da parte dei Medici.

Per cercare di capire, come fu possibile , per un Basagni , arrivare alla nomina di Gonfaloniere, torniamo alla Storia del Casentino.

Dopo la battaglia di Campaldino, vinta dai Guelfi, Firenze non riuscì ad avere un vero controllo sul territorio dell’ alto Casentino, dove le potenti Famiglie Ghibelline , diramazioni varie dei Conti Guidi, riuscirono a mantenere il loro dominio su quel territorio .I Castelli di Montemignaio, di San Niccolò, di Battifolle, restarono le roccaforti dei Conti Guidi.  La storia spesso ci insegna che dove non si ha successo con le armi, lo si può avere con inganni e corruzioni, e Firenze ricorre a questa seconda ” via “, ossia corrompe e aiuta alcuni abitanti di questi luoghi alla ribellione verso i conti Guidi. Il Castello di San Niccolò ( il cui antico nome era quello di Castello di Vado ) apparteneva al Conte Gugliemo Novello, discendente del Ramo dei Conti Guidi da Battifolle). Alla morte del Conte Gugliemo, il castello passò al figlio , chiamato dal popolo il < Conte Galeotto >. Nel 1349, la popolazione, sapendo che poteva contare su l’aiuto di Firenze ( !!!) si ribellò al Conte occupando il castello, e consegnandolo allo stato Fiorentino, che ne prese immediatamente possesso. Firenze stabilì in questo Borgo di San Niccolò la sede di una nuova Podesteria Fiorentina, che comprendeva, oltre a questo Castello, quelli di Montemignaio e di Battifolle.  Questa nuova podesteria, dello Stato di Firenze, prese inizialmente il nome di < Podesteria della Montagna Fiorentina >. Dopo il 1440 , venne denominata : < Podesteria della Montagna Casentinese >.

Nella insurrezione, avvenuta nel 1349, dove la popolazione si ribellò al  < Conte Galeotto >( deil Ramo dei Conti Guidi di Battifolle ), e consegnò il feudo allo Stato di Firenze , tutto mi lascia ritenere che ci fu la mano ( o meglio ” lo zampino” !!! ) di un Basagni, che dal servizio del Conte Guidì , passò a quello di Firenze . E lo Stato fiorentino gli fu < riconoscente > tanto da nominarlo Gonfaloniere. Non c’è da scandalizzarci , di episodi simili è piena la storia d’Italia.

Non sono mai riuscito  ad entrare in contatto con lo storico Leonardo Previero, per poter sapere se quella nota su i Basagni —— – …     “” le loro gesta, le loro azioni militari, sono ben presenti in varie pagine dei manoscritti che ho avuto la fortuna di consultare “……. è in riferimento agli eventi del 1349,  quando la popolazione armata cacciò  il Conte Guidi ( con la consegna allo Stato di Firenze del suo feudo) ,  o se l’ Autore ha notizia di azioni militari  precedenti al 1349.

Una sintetica testimonianza, in merito ad una antica attività  “militar-cavalleresca” , degli Antichi Basagni, la troviamo di un vecchio libro < Delle Glorie del CLOSENTINO > del Prof. Giuseppe Mannucci, andato in stampa a Firenze nel 1667, dove l’ Autore parla della Storia del Casentino, con particolari riferimenti alle persone Illustre che vi sono nate, e tra queste  troviamo a pag. 190 un breve accenno a due fratelli Basagni ( di  Stia ).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Concludiamo questo primo capitolo con una ulteriore informazione che ci viene dal solito libro Storia e segreti di Stia in Casentino, di Previero

L’ Autore scrive che nell’antica Chiesa Romanica , di Stia, prima del suo totale rifacimento, avvenuto nella metà del 1700, si trovavano le cappelle funebri delle principali Famiglie del luogo. Una di queste cappelle, ( dedicata a Santa Maria Maddalena Penitente ) apparteneva alla Famiglia Basagni e  che in questa cappella si trovavano, anche,  delle lapidi mortuarie già del 1400.

Questa informazione , non solo ci dice che dei Basagni vivono e muoiono a Stia, già alla fine del 1400, ma ci porta a conoscenza, anche, di un loro ottimo << Status sociale >> , rappresentato dal possesso di una cappella mortuaria privata, nella chiesa Pievanica del paese.

Se oi oggi conosciamo, con certezza,  l’antica Araldica della Famiglia Basagni, è grazie al ritrovamento dello Stemma disegnato in una vecchia panca di legno, in antica Chiesa Pievanica di Stia, ancora ben visibile alla fine del 1800. ( troverete nel Sito , ulteriori dettagl in merito a questo ritrovamento ).

Chiudo questo primo Capitolo, con una riflessione : < come potete osservare , il nostro stelma ( del quale siamo certi ) riporta i segni tipici di una Casata di origine Cavalleresca, non nobile ma più semplicemente militare.

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FINE del PRIMO CAPITOLO

Il secondo capitolo, è dedicato a questa Famiglia Basagni che vive a Stia . Grazie ad una ampia serie di documenti di Archivio è stato possibile non solo ricostruire molti dei componenti di questo Nucleo Familiare, ma conoscere anche molti particolari e curiosità di questi Nostri Antenati.