2 – La Famiglia a STIA

   Storia della Famiglia Basagni 

Secondo Capitolo : La Famiglia Basagni a STIA

 

E’ documentato che negli ultimi decenni del 1400, la Famiglia Basagni, viveva a STIA , in Casentino.

Nel libro   < STORIA e SEGRETI  di STIA  in Casentino > dello Storico Leonardo Previero  leggiamo che  nell’antica Chiesa Romanica di Stia , prima del suo totale rifacimento avvenuto nella metà del 1700, si trovavano le cappelle funebri delle principali Famiglie del luogo. Una di queste cappelle, ( dedicata a Santa Maria Maddalena Penitente ) apparteneva alla Famiglia Basagni e  che nella cappella si trovavano, anche,  delle lapidi mortuarie già del 1400

Questa informazione , non solo ci dice che dei Basagni vivono e muoiono a STIA, già alla fine del 1400, ma ci porta a conoscenza, anche, di un loro ottimo << Status sociale >> , rappresentato dal possesso di una cappella mortuaria privata, nella chiesa Pievanica del paese e se noi oggi conosciamo, con certezza,  l’antica Araldica della Famiglia Basagni, è grazie al ritrovamento dello Stemma disegnato in una vecchia panca di legno che , nella metà del 1800, era ancora presente in questa chiesa.( la Cappella e le lapidi furono distrutte ma la panca ( faceva comodo ) sopravvisse allo scempio !

 

L’antica presenza  di Basagni  a Stia viene riportata , anche, in un antico libro di storia,

andato in stampa a Firenze nel 1660 ‘,scritto dal Prof. Giuseppe di Scipione Mannucci,

di Poppi, che cita tra i  grandi personaggi del passato ,che hammo dato < Gloria al

Casentino > due fratelli : Francesco e Bastiano  Basagni nati a Stia.

 

 

 

 

 

Da tutte le ricerche, fino ad oggi svolte , nel corso del 1500 non sono mai emerse tracce di ulteriori famiglie Basagni, non solo in Casentino, ma anche in eventuali altre  località della Toscana. Tutti i vari nuclei, identificati nel corso del 1500 e nel 1600,  sono tutti  riconducibili alla loro diretta discendenza da questa Famiglia Basagni, residente a Stia , negli ultimi decenni del 1400.

La totale mancanza di notizie di altre Famiglie Basagni , ci porta a ritenere che questa di Stia sia stata l’unica Famiglia Basagni esistente alla fine del 1400.  Potrà sembrare strano, come dopo due secoli, dalla morte di Giovanni Basagni a Battifolle (1289 )  si trovi in vita un solo  Nucleo  Familiare . Resta , al momento, un lungo < buco-nero > , di oltre un secolo e mezzo  durante  il quale non si trovato niente se non un frammento di una pergamena ( Archivio  Stato di FI ) che fa riferimento a tale < Giovanni di Agnolo Basagni de Scomentana  , Gonfaloniere de giustizia della Montagna del Casentino .Il documento , o meglio quel poco che resta, non è datato, e di dubbia autenticità.

Nota n° 1 –  E’ possibile che dopo un secolo e mezzo , possa esserci stato  solo il  Nucleo Familiare di STIA

SI, è possibile, per una serie di vari motivi  :  In primo luogo ricordiamoci che siamo molto prima del Concilio di Trento ( 1564 ), con il quale il Papato impose l’ obbligo ( per tutti ), di un Cognome .per evitare l’incesto tra consaguini , ritenuto peccato. ( non per motivi sanitari,ma solo perchè peccaminoso !! .)  Precedentemente il Cognome ( detto all’ epoca CASATO ) era imposto dallo Stato, Governante quel territorio, per motivi di TASSE. Tutte le famiglie che possedevano dei < beni >, erano tenuti a pagare delle tasse.  ( in alcuni luoghi, erano dette :le DECIME ) I possedimenti ( che oggi chiamiamo beni immobili ) erano registrati , a nome e Casato del possessore, alla cui morte , veniva trascritto al nome e Casato dell’ erede. Prassi che regolarizzava anche gli atti compra – vendita. Come vedete l’ obbligo del Cognome nasce:   per la Chiesa : onde evitare il PECCATO , per lo Stato : per riscuotere TRIBUTI

Il nostro Cognome  BASAGNI, già presente molto prima del Concilio di Trento, nasce come CASATO, ma non dimentichiamo che poteva capitare  , prima del Concilio di Trento, che in alcune famiglie , per circostanze varie, si modificava questo Casato, e questo avveniva , con una certa frequenza, a seguito delle successioni, quando il Genitore non divideva in parti uguali tra i figli. Questa  ” dipartizione dei beni ” , non equivalente, spesso portava alla modifica del Casato, dando luogo all’inserimento nel libro delle DECIME , di nuovi CASANTI ,spesso ricollegabili all’originario. Noi sappiamo, che ci sono vari Cognomi, molto simili al Nostro  Ricordiamo i Cognomi : Basagneri , Basagnotti, ma in particolare teniamo bene in evidenza il Cognome BASAGNINI. Questo Cognome Basagnini, lo troviamo ampiamente diffuso, in Casentino, già da prima il 1564, l’anno in cui venne l’obbligo, e questo mi porta a ritenere che si tratti di < Rami Cadetti >, derivanti proprio dal Nostro gran bel Cognome ( Pardon : CASATO !!! ).

C’è anche un ullteriore considerazione da tenere in dovuta attenzione, il 1300 ed il 1400, furono anni difficili . Guerre, carestie, pestilenze ecc. ecc. decimimarono le popolazioni in gran parte  della ,Toscana, ed in modo particolare nel Casentino. Molti antichi Casati si estinsero, come si è visto per quello della Famiglia Flamini.

Ai fini della nostra ricerca nulla cambia, perché noi analizziamo solo la storia della Famiglia BASAGNI , dalle sue origini ad oggi,    non la storia di altri eventuali Cognomi  “ derivati ” , la cui storia non è la nostra.( se pure possiamo ritenere una comune antica origine )

Scusatemi se sono stato eccessivamente “” prolisso “”, su questo argomento , ma era doveroso chiarire questo aspetto.

 TORNIAMO ALLA NOSTRA STORIA, quella dei BASAGNI

dove , sappiamo con certezza,  che a l’inizio del 1500 persone con Cognome Basagni sono state individuate solo a STIA  Le molteplici diramazioni, che si formano a partire dai primi decenni del 1500,( come vedremo nel successivo terzo capitolo ) sono tutte scissioni ,documentate, che prendono origine dalla Famiglia di Stia.

Questo ci permette di stabilire  che STIA , se non il luogo di origine del  nostro Casato , è il punto di partenza della “” ricostruzione storica documentata “ della Famiglia Basagni. e noi oggi :  siamo tutti discendenti di questo antico nucleo.

Grazie ad una ampia documentazione di archivio ed a varie citazioni storiche, del 1500, dove spesso sono riportati dati anagrafici, non solo del nome del Genitore ma anche quello del Nonno, possiamo ricostruire lo schema di questa famiglia relativo alla fine del 1400 . Questo schema è sicuramente incompleto, come vedete mancano nomi di donne e ritengo che mancano, anche, nomi di altri maschi, che forse non hanno avuto figli. Data l’ alta mortalità infantile , non possiamo escludere dei morti, e dobbiamo tenere ben presente ( come si vede per tutti i secoli successivi ) un considerevole numero di sacerdoti, in questa Famiglia

Primo schema genealogico

 

Se andiamo avanti di alcuni decenni , vediamo ( sempre in forma incompleta,  per gli stessi motivi già accennati ) come si presenta la Famiglia  nel periodo 1520- 1530

Secondo schema genealogico

 

Nei primi decenni del 1500  vediamo che Salvatore ( probabilmente il primogenito dei figli di Giovanni ), lascia Stia e si trasferisce a Montemignaio  ( tratteremo nel successivo Capitolo, questa scissione.) Come potete notare, si ripetono i nomi di Agnolo e di Bartolomeo,   da ritenere che Agnolo possa essere stato il nome del Padre di Giovanni , mentre è probabile che  Bartolomeo possa essere stato  fratello di Giovanni, forze morto giovane .

Su la base di questa mia ipotesi, traccio uno schema (di fantasia, non certificato da dati documentati ),dove poniamo la presenza, con nome Bartolomeo, di un possibile fratello di Giovanni, e ipotizziamo che il padre di  Giovanni possa essersi chiamato Agnolo.

Tre : Schema parzialmente  potizzato ( non totalmente documentato )

 

Accantoniamo questa ipotetica  integrazione , e torniamo allo schema precedente (  il secondo )

Vediamo un famiglia, composta da un Padre e  quattro figli maschi (mancano le figure femminile, che raramente troviamo nei documenti dell’ epoca).  Come potete osservare, il Capofamiglia si chiama Giovanni .Nome che si ripete contiuamente nella nostra antica storia , iniziata con Giovanni da Battifolle, e successivamente con Giovanni Gonfaloniere di Giustizia. E’ molto probabile che questo Giovanni, sia il nipote  del Gonfaloniere, che come si è detto   , probabilmente era residente in Località Cascesi, nel territorio di Castel San Niccolò, luogo  vicino a Stia. E’ documentato, come vedremo, che nel 1500 : Giovanni Basagni, con i figli Agnolo, Bartolomeo ,Salvatore e Matteo, svolgono l’attività mercantile delle lane, Dobbiamo considerare che STIA  si sviluppa( nel tardo medioevo ),  come < Mercatale >, ossia una piazza  dedicata al commercio . E’ probabile che la famiglia Basagni, nella seconda metà del 1400 , per intraprendere meglio questa sua attività mercantile, si sia trasferita da Cascesi, luogo non idoneo al loro commercio,  nella vicina STIA.

La loro attività mercantile, nel 1500 a Stia, è ben documentata, e come vediamo non si trattava di una piccola attività, ma di notevole volume di affari , tanto da essere citato, come esempio, in un testo di Economia : pubblicato nel 1769 dall ‘Accademia de’ Georgofili di Firenze,  : LA MOLTIPLICAZIONE del BESTIAME TOSCANO.

 

  

         Titolo del testo :

 

LA MOLTIPLICAZIONE del BESTIAME TOSCANO

 

               Esposta in due dissertazioni

     

del Signor Dottore   FILIPPO ANDREUCCI

 

e Signor Dottore    LUIGI TRAMONTANI .

 

dove , a pagina  189, troviamo scritto :

……l Per  formarsi un ‘ idea della cultura delle pecore  delle province della Toscana due secoli addietro, basta vedere il < Libro Debitori e Creditori > tenuto da Giovanni Basagni figlio di Agnolo  di Bartolommeo di Giovanni , de Stia. , cominciato il 22 settembre 1571, che ho appresso di me . Vi si vede un estenzione di commercio di lane non solo per tutto il restante della Toscana , ma per tutta l’ Italia , con un fondo considerabile. Il traffico di lane , che lo faceva allora un solo privato , non lo fa adesso tutto il Casentino assieme….

Signori !! ,  questo non lo troviamo scritto in un ” libriccino qualsiasi  “, ma è scritto in un testo ACCADEMICO , pubblicato dai Georgofili, sono poche righe, ma dicono molto !!!

Sappiamo < per certo  >, : che nel 1571, la Famiglia Basagni , di Stia,  traeva grossi profitti dal commercio della lana (e forse non solo da questa ).  Il fatturato, che faceva questa Famiglia   “”….un solo privato.. “”  era superiore a tutto  quello fatto, due secoli dopo (1769), in tutto il Casentino. Ed il commercio di lane  , fatto da questi BASAGNI, non si limitava a tutta la Toscana,  ma per tutta l’ Italia.  Credo che ogni ulteriore commento sia superfluo.

Leggiamo che  l’ attività che svolgeva  questa Famiglia Basagni , nel 1500, a Stia : non si limitava alla sola Toscana , ma estesa anche in altre parti d’Italia con un consistente fatturato ( viene indicato come seperiore all’ intero fatturato fatto , in tutto il Casentino, due secoli dopo ) sicurante occorreva una adeguata organizzazione.

Da vari documenti, (prevalentemente Archivio di Stato di Firenze )  troviamo, nel 1500 in questa Famiglia Basagni di Stia  , una diffusa presenza di due figure professionali : Notai e Dottori abilitati agli ufizzi ( commercialisti dell’epoca )  Questo ci porta a  ritenere  che sul piano ” Amministrativo ” , la Famiglia,  si era bene strutturata . Non riesco, invece, a capacitarmi di come possano avere potuto gestire l’aspetto logistico, relativo agli acquisti, agli stoccaggi ed alle vari ulteriori  punti vendita Non dispongo di nessuna notizia , specifica. Mi è difficile credere che tutto quel volume di ” affari ” potesse essere gestito unicamente da Stia, e resto un po’ scettico con quanto scritto : ..””...estenzione di commercio di lane non solo per tutto il restante della Toscana , ma per tutta l’ Italia ..””……( non credo a tutta l’Italia, ma sarebbe già molto considerare  solo ad altre due o tre Regioni ) Teniamo ben presente che siamo nel cinquecento, epoca in cui i trasporti e le comunicazioni , non erano cose semplici, e Stia non era certo una località facilmente raggiungibile, non godeva di una posizione ” strategica ”  lungo una via di comunicazione, quale poteva essere all’ epoca la via Francigena.

Nel testo accademico, dei Gergofili, viene fatto riferimento  al Registro Contabile < Libro Debitori e Creditori > ( all’epoca detto Giornale ), redatto da GIOVANNI Basagni di AGNOLO  di BARTOLOMMEO  di  GIOVANNI. ( vengono citati Padre, nonno e bisnonno ), e la sua contabilità parte dal 22 settembre 1571. Sappiamo , da altro documento ( Archivio di Stato di FI ), che Giovanni  Basagni di Agnolo , di anni 25 ,viene nominato Notaio , a Stia, nel 1575. Quindi sappiamo che è nato nel 1550  ,pertanto inizia questo registro all’ età di solo 21 anni   E’ da escludere che l’ attività abbia preso inizio con Giovanni , ma dobbiamo ritenere che egli , giovanissimo, sostituisce un suo stretto parente , nella compilazione del Registro Contabile.Chi possa essere stato il precedente contabile , non lo sappiamo. E’ documentato che  padre del giovane Giovanni,  Agnolo di Bartolomeo è in quello stessoperiodo Notaio, a Stia, e vediamo che questi libri contabili , della famiglia Basagni ,  ( ne conosciamo 5 ), non sono mai stati scritti da Notai .

Presso l’Archivio di Stato di Firenze, sono conservati altri quattro Registri Contabili della Famiglia Basagni,( relativi a periodi successivi al 1571 ) ma non c’è quello del 1571, scritto da Giovanni, citato dalla  Accademia dei Gergofili,  che probabilmente è finito in mano di un privato collezionista., e non escluderei che ulteriori registri ( precedenti al 1571 ) siano andati persi.

Due dei quattro  Registri contabili, conservati all’Archivio di Stato di Firenze, sono entrambi a firma di FILIPPO  Basagni di Agnolo di Bartolomeo  ( quindi fratello di Giovanni ) .Entrambi i registri fanno riferimento allo stesso periodo : 1575-1612. Tutto lascia ritenere che nel 1575, anno in cui Giovanni consegue il titolo di Notaio, cessi la registrazione contabile, e questa passa a suo fratello Filippo . che sappiamo essere di alcuni anni più giovane.

i due Registri, redatti da Filippo, sono stati così  Catalogati dall’archivio di Stato di Firenze :

1- Giornale e ricordi di Filippo di Agnolo di Bartolomeo Basagni ( da Stia ) relativo soprattutto alla vendita di bestiame.

Titolo originale :  ….”” Questo libro ene el giornale di mene Filippo d’Agnolo di Bartolommeo Basagni, de Stia , nel quale terà conto de debitori et creditori “”( trascrizione fedele al testo, Archivio di Stato di Firenze )

2-  : Libro di debitori e creditori di Filippo d’Agnolo di Bartolomeo Basagni da Stia.

Titolo originale : …””  Questo libro dei debitori e creditori sia di me Filippo d’Agnolo di Bartolommeo Basagni , de Stia “”( trascrizione fedele al testo. Archivio di Stato di Firenze )

E’ documentato, sempre dall’ Archivio di Stato, che Filippo di Agnolo, riceve il titolo di Dottore abilitato agli Uffizi nel 1578 ( tre anni dopo l’inizio delle sue registrazioni ), ma contrariamente per quanto avvenuto per Giovanni, dove alla registrazione della sua  nomina a Notaio, viene iundicato l’l’età di anni 25 , non viene indicata specificata l’età- di Filippo ( che sicuramente era più giovane del fratello )

Da notare che il Registro Contabile, scritto da Filippo, che nel 1571 segue quello di suo fratello Giovanni, è stato catalogato, dall’Archivio di Stato di Firenze come <…….relativo soprattutto alla vendita di bestiame. .> , mentre per quello  citato da i Gergofili , si parla di commercio della LANA.

Gli altri due Registri Contabili, conservati all’ Archivio di Stto di Firenze, fanno riferimento al 1600, e ne parleremo più avanti.

Torniamo al primo Registro, scritto da Giovanni , relativo al periodo 1571-1575, e gli Autori esaltano il grosso volume di affari fatto in quel periodo, da questo privato. Ovviamente  questa attività è iniziata molto prima del 1571, per potere aver raggiunto  quel ragguardevole volume di affari, che i due accademici definiscono superiore al fatturato , dell’intero commercio della lana in Casentino, del 1769. Credo che i due accademici abbiano un po’ esagerato,, e comumque i ragguardevoli risultati non sono certo merito di Giovanni , egli ha solo 21 anni quando inizia questo registro , e 25 anni quando cessa.(come ho già detto,  i Gergofili non accennano a gli altri registri , scritti da Filippo ).

E ‘ evidente , quindi,  che questi eccellenti risultati sono frutto di una attività avviata da una o due generazioni precedenti, a Giovanni  (nato 1550 ) Riporto nuovamente lo schema della Famiglia Basagni, a Stia, nella prima metà del 1500 ( prima della nascita di Giovanni, che è documentata nell’ anno 1560. )

Nel corso del 1500, sicuramente  la Famiglia Basagni si organizza  e si evolve in funzione della sua attività , mercantile . A Stia vediamo che Agnolo di Bartolomeo è Notaio , mentre vediamo che Salvatore di Giovanni, si trasferisce a Montemignaio, ( in località la Serraja ) .Sono  convinto che il trasferimento di Salvatore , a Montemignaio sia avvenuto in fuzione di questa crescita ( spiegherò nel capitolo successivo, come a Montemignaio si era strutturata l’attività < produttiva > e < logistica > di questo commercio.Anche la famiglia di Bartolomeo di Agnolo, lascia Stia, e si trasferisce a Firenze, dove li sappiamo essere residenti tra le “anime”  della Parrocchia di Sant’Ambrogio ( probabilmente nei pressi dell’attuale Via della Mattonaia ).Tutto lascerebbe ritenere che anche questo , secondo trasferimento, possa essere riconducibile ad una crescita della loro attività, considerando che Firenze era un luogo importante e determinante per il loro commercio. Contrariamente, a quanto sembra logico e scontato, nessun documento di archivio, ci da conferma di Basagni  commercianti , nel 1500 , a Firenze. Questo resta, al momento, un punto non chiaro della nostra ” antica storia”. Parleremo di queste diramazioni, avvenute nella prima metà del 1500, nel prossimo capitolo.

Torniamo a seguire , la Famiglia Basagni, che resta a STIA

Vediamo la ricostruzione dello schema delle  Famiglie Basagni,  che restano a Stia , nel periodo compreso tra il 1550 e i primi anni del 1600.

Anche in questo caso lo schema non è sicuramente completo, ma non credo che mancano molte persone. Come potete notare, compaiono i primi nomi femminili ; IDELLANTE , MADDALENA, FUSTINA, ed il nome AGNOLO, resta il nome più diffuso

La Famiglia Basagni,  di Stia, non fu solamente una < Famiglia di Mercanti >

Lo storico Leonardo Previero, ( già citato più volte per il suo libro STORIA E SEGRETI DI STIA IN CASENTINO ) non fa nessuno accenno a questo grande commercio , che i Basagni fecero nel corso del 1500 a Stia,  viceversa vediamo che definisce la Famiglia Basagni:  <  una famiglia acculturata >, sottolineando i tanti Notai e Dottori abilitati agli Uffizi , che si erano succeduti per quasi due secoli.

Nel suo libro  Previero parla. anche. di Bartolomeo di Agnolo Basagni, quale noto esperto di ARTE SACRA. ( per dovere di cronaca Bartolomeo Basagni, esperto di Arte Sacra, nel XVII secolo, lo troviamo citato , anche, in alcuni testi di Storia dell’arte, relativamente al periodo noto come < della contro riforma >. 

Riporto  un curioso episodio , avvenuto nel 1596 , citato da Previero, e riportato anche in altri in vari libri. Come sapete , con il Concilio di Trento la Chiesa aveva posto dei limiti e dei vincoli per quanto riguardava la pittura, e nominato alcuni Esperti per verificare  che tutto fosse conforme. Nel 1596, il parroco di Papiano , Don Marco Ambrosini , aveva commissionato al pittore ( di scuola senese ) Simone Ferri di Poggibonzi, un dipinto ( a carattere ovviamente religioso , che doveva essere esposto nella chiesetta di Papiano)  dal titolo :< La cena in casa del fariseo > , ispirato ad un racconto del Vangelo. Alla consegna dell’ opera , Don Ambrosini ,temendo che il dipinto non corrispondesse ai nuovi requisiti imposti dalla Chiesa di Roma, onde evitare beghe, si rivolse all’ Esperto di Arte Sacra, nominato dalla Curia di Fiesole : Bartolomeo Basagni . Il nostro ” Esperto” boccia il dipinto perchè troppo ricco di persone e di volti, tanto che pongono in seconda luce il volto del Cristo. ( queste le motivazioni in merito , riportate in vari testi di Storia dell’ Arte ) Il Ferri, ovviamente, contesta questo ” giudizio “, ma il giudizio dell’ Esperto è insidacabilile : niente da fare il dipinto non è conforme alle nuove regole, volute dalla Chiesa.. Quel dipinto non può essere esposto al pubblico, e tanto meno, in una Chiesa. Il Ferri se volle vendere il dipinto,  fu costretto ad un forte abbattimento del prezzo, di vendita.

Fino a qui tutti concordano con quanto scritto. Per quanto riguarda, invece, l’ acqurente abbiamo due diverse versioni.  C’ è chi scrive che Don Ambrosini , comperò a prezzo strasciato il dipinto , che si tenne per se la tela , ma successivamente per non avere beghe la rivendiede. Altra versione  riporta, come acquirente,  una ricca Famiglia del luogo, che “malpagò  ” Simone Ferri , ed il dipinto fu liberamente  esposto nella loro abitazione.

Questo è il dipinto , di Simone Ferri, 

< La cena in casa del Fariseo.>.

Il quadro si trova esposto nella Chiesa Pievanica di Stia , da quando  (nella metà 1700 )  il “misterioso ” proprietario ne fece dono ad una Confraternita, di Stia, la quale donò il dipinto alla Chiesa parrocchiale.

 

A me, personalmente, questa storia ” puzza di bruciato ” !!!!. e sono più che convinto che < l’ ignoto > acquirente  possa essere stato, una persona molta vicina all’ esperto d’Arte Sacra. Magari proprio uno dei suoi fratelli : Giovanni o Filippo. Sono più che convinto che furono i Basagni, a comperare , per pochi denari, questo quadro. Poi, oltre cento anni dopo, nel 1700 uno dei discendenti, forse a ricompenza di un favore ricevuto, donò quel quadro, alla Confraternita.

Se avete occasione di andare a Stia, Vi invito ad andare a vedere questo diponto, che si trova nella Chiesa della Piazza principale di Stia ( oggi Piazza Tanucci ). Guardatelo bene, poi chiude gli occhi ed immaginatevelo appeso ad una parete, di un grande Palazzo cinquecentesco. Quale palazzo ? molto semplice, quello dove oggi si trova l’ Albergo Falterona, pochi metri distante, da quella Chiesa. Nel 1500, i Basagni abitavano propio in quel palazzo. Nel 1800, quella grande casa era nota come palazzo < Martini Basagni >. Ma … ? , non abbiate fretta, la storia va letta lentamente , e si deva andare in fila. Dobbiamo se si vuol capire, tenere un ordine cronologico,  degli eventi, qui siamo ancora a parlare del 1500, c’è tempo per arrivare al 1800 !!

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 L’ Antica Famiglia Basagni ,come abbiamo visto, non fu solo una Casata di Grandi mercanti , ma ci furono ( riferito a quell’epoca ) anche persone di cultura , abbiamo trovato vari : Notai , Dottori abilitati agli Uffizi ed un noto esperto di Arte Sacra. ( citato nei moderni testi di Storia dell’arte pittorica , durante la Controroforma )   Non poteva essere diversamente : e vediamo che questa Famiglia era  ben < intrallazzata  > con la politica dell’epoca.

Sono noti episodi ( tra la seconda metà del 1500 e i primi decenni del 1600) dove appare del tutto evidente quanto essi fossero < ammanigliati> sia con il Potere Civile ( Il Granduca Cosimo dei Medici > che con quello Religioso ( Il Vescovo della Diocesi di Fiesole ) Ci sono vari esempi che ci fanno capire come questi Basagni godevano di particolari privilegi, contemporaneamente vediamo una particolare fedeltà , della Famiglia, al Granduca Cosimo dei Medici. Tra gli esempi più significativi troviamo  un documento. datato 1573 ,   inviato , dalla Famiglia Basagni, al Granduca.di Firenze Cosimo Dei Medici.

Per comprenderne l’ importanza, di questo documento,  è necessario aprire una parentesi storica . Nel 1571, Cosimo de’ Medici , a seguito di pressioni da parte del Papa, aveva emanato ( anche ) in Toscana  la legge con la quale si obbligava alle famiglie di religione Ebraica la residenza all’ interno dei Ghetti. Per quanto riguardava il Casentino, le famiglie Ebraiche erano obbligate a trasferirsi nel ghetto di Firenze . Dobbiamo fare presente, che in Casentino , nel 1571, erano presenti tre località che godevano del privilegio di non dipendere dall’ordinamento politico di Firenze  : Papiano, Chitigliano e Moggiona. Alcuni Ebrei approfittarono di questa opportunità per trasferirsi in questi luoghi.   Nel libro < ALTO CASENTINO , PAPIANO  E URBECH, LA STORIA I FATTI LA GENTE  > , a proposito della questione ebraica in Casentino , l’ Autore  riporta alcuni passaggi di un documento,del 1573,  indirizzato alla Corona,   :

.…………..si precisa che a Stia , alla data 1571, non è ravvisata  la presenza di nessun ebreo , anche se anni prima erano state documentate quattro famiglie ……………….E’ facile pensare  che gli Ebrei di Stia si siano spostati nel vicino territorio di Papiano…………………….Nel 1573, a Papiano sono documentate due famiglie : Davitte di Jacobbe  di Lazzaro e Sabbato di Jacobbe………………… oggi in Papiano dei Conti Durbech.               

Questa  “ particolare ”  relazione , indirizzata alla Corona Ducale, che possiamo definire  “molto  riservata ” , è firmata :  Famiglia Basagni.

Questo documento , a firma Famiglia Basagni,  è conservato presso l’ Archivio Vicarile di Poppi.  Fondo : Giovanni Gualberto Goretti Miniati. Giacenti presso la Biblioteca Rilli-Vettori di Poppi.

E’ singolare come questo documento , non riporti la firma della singola persona , ma firmato in forma collettiva : < Famiglia Basagni >, come a volere sottolineare una fedeltà, alla Corona, da parte di tutta la Famiglia Basagni , ma contemporaneamente un potere globale della famiglia. .Nel 1573 ( data in cui venne redatto qiesto documento ) due erano i Basagni di Stia che potevano avere redatto il carteggio : Agnolo Basagni di Bartolomeo, Notaio ( la sua morte è ritenuta   nel 1575 ) e  suo figlio  Giovanni Basagni  che   scrive il Registro contabile della Famiglia ( 1571-1575 ). ci saremmo quindi aspettato che un documento, così importante ( indirizzato direttamente al Granduca Cosimo dei Medici ) fosse firmato da uno di essi. Sicuramente il documento venne scritto o da Agnolo o da suo figlio.Giovanni, ma la firma < allargata >, con la sigla Famiglia Basagni, assume un aspetto più ampio, volendo sottolineare un potere , accentuato, a tutta la Famiglia Basagni.

Ed in politica valgono le regole del dare e dell’avere

Qualche anno dopo, il 22 ottobre 1586 , muore a Firenze , parrocchia di Sant’Ambrogio,  una bambina : IDELLANTE figlia del Notaio  Giovanni Basagni  . Stranamente, mentre per nessun altro morto , in quel periodo, è indicata l’età, in questo caso, il Parroco, scrive < una giovane bambina > , ma cosa ben più  strana  leggiamo che il cadavere della bambina venne trasportato a Stia. Siamo nel 1586 !! epoca in cui, a Firenze ( come in alcune altre città ) era fatto divieto assoluto traslocare i morti. Il notaio Giovanni ottenne il permesso di fare viaggiare , il cadavere di sua Figlia Idellante, da Firenze a Stia !!!! Poteva benissimo farlo di nascosto, magari pagando e corrompendo, ( non gli mancavano i soldi ) ma volle farlo dietro dovuta autorizzazione, per far vedere a tutti , cheegli poteva  ”  ( ed il fatto venne annotato nel registro dei morti della Parrocchia di Sant’Ambrogio FI , ed è riportato, anche, sul Necrologico Fiorentino del Cirri , relativo al periodo 1500-1599).

Particolari privilegi che si riscontrano sia con il potere politico ,il Granduca , che con quello religioso , il Vescovo di Fiesole. (Stia come gli altri comuni dell’Alto Casentino apparteneva alla Diocesi di Fiesole )

Il giorno 4 Ottobre 1641, il Vescovo di Fiesole Monsignor Lorenzo Della Robbia, ordina sacerdote un giovane seminarista , di soli 19 anni : Giovanni Basagni di Salvatore di Giovanni. Nipote  del Notaio Giovnni ( morto nel 1619 ). Sembrerebbe di capire che la nomina, a sacerdote, era stata un po’ precoce, ma non è questo il fatto strano. Il Vescovo di Fiesole, non ordinò sacerdote Giovanni Basagni nella chiesa Vescovile , di Fiesole, come di prassi, ma…. venne appositamente in Casentino. La cerimonia della nomina a sacerdote, del giovane chierico, fu celebrata presso la Chiesa Pievanica di San Martino a Vado . Nello stesso giormo , il Vescovo si era recato a Montemignaio dove aveva consacrato, al culto, una piccola nuova chiesetta e nominato Rettore di questa chiesetta, il neo sacerdote Don Giovanni Basagni.  Come vedete alcune stranezze, a fronte di sicuri particolari rapporti .  Riporto in forma più completa e dettagliata l’evento al capitolo successivo, dove parleremo della Diramazioni di Montemignaio.

Troviamo, anche, un interessamento diretto alla Politica attiva ,  con Francesco Basagni che ricopre l’incarico di Consigliere Comunale, presso il Comune di FIRENZE.

Francesco Basagni di Innocenzo nasce a Stia nel 1680.Nel 1705 lo troviamo scritto nel ruolo di Dottore Abilitato agli Uffizzi, ed è residente a Stia. Nel biennio 1720 – 1721, ricopre il ruolo di Consigliere Comunale, al Comune di Firenze. Durante il suo mandato di Consigliere Comunale, risulta residente in Firenze registrato tra le anime della Parrocchia di San Simone. Al termine del mandato ritorna a Stia dove muore nel 1736, all’ età di anni 56.

 

Gli IMPARENTAMENTI

Non è noto nessun matrimonio , di Basagni,  nel corso del XV e XVI secolo, le prime notizie documentate , solo per alcuni matrimoni, le abbiamo solo  partire dal XVII secolo.

Ricorderete che all’ inizio della Nostra Storia si è letto che la Famiglia Flammini aveva fatto importanti < imparentamenti >, tra i quali : con la Famiglia Basagni.  Adesso possiamo dire che pure i Basagni fecero ottimi ” imparentamenti “.

Nel 1601 , Agnolo Basagni figlio del Notaio Giovanni , si sposa con Faustina, diretta nipote del Conte Guido Durbech ( nella biografia dei Conti Durbech, troviamo scritto che il giovane Agnolo Basagni , lo sposo di Faustina , apparteneva ad una delle più ricche Famiglie del Casentino ).

il giorno 1 Agosto 1607,  Maddalena di Bastiano Basagni sposa Romolo della Famiglia Ulivo Degli Alessi , parenti dei Conti Durbech. Maddalena , rimasta vedova , muore il 9 settembre 1642.

Nello stesso anno  il 1607,  Agnolo Basagni di Bartolomeo ( figlio del noto esperto di Arte Sacra ) sposa Elisabetta Ulivo Degli Alessi, sorella di Romolo.

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Nel 1619, muore a Stia il Notaio  GIOVANNI Basagni ( sicuramente una delle figure di maggior prestigio di questa Famiglia ). Nel 1620, troviamo registrati, nel Libro delle Decime ( ossia le tasse !!) i suoi quattro Figli maschi quali eredi: Salvo , Agnolo, Teodoro e Pasquino.  Non figurano femmine ,  ma questo rientra nella prassi dell’ epoca, per cui non sappiamo mai nulla delle varie figlie.   Sappiamo, solo, come ricorderete, di una figlia del Notaio Giovanni,  Idellante era morta giovanissima nel 1586.

Come si è già accennato, all’Archivio di Stato di Firenze sono conservati quattro Registri contabili, ( che si aggiungono a quello scritto del 1571) , uno di questi registi è scritto da Teodoro di Giovanni  , e ha per titolo : Eredi di Giovanni , ricordi e ricevute 1619 – 1622. Quindi Teodoro, forse il primogenito e probabilmente celibe , è colui che tiene la contabilità della Famiglia  riguardante i beni ereditati alla morte del Padre.

A come sembra di capire, il frazionamento

 

DATI IN COSTRUZIONE

Nei primi anni del 1800, la presenza della Famiglia Basagni a STIA, si ESTINGUE.

 

in data  17 settembre 1809 muore , a Stia  ,MARCO BASAGNI di Matteo ( di anni 54 ), non è noto se ha figli che vivono in altre località

in data  14 giugno  1810      muore , a Stia  ,Don FILIPPO ANDREA BASAGNI  di Alessandro ( di anni 64 ) Monaco Vallombrosiano

Con il 1910, a STIA, non c’i sono più famiglie Basagni, MA………… il cognome prosegue come MARTINI BASAGNI

Troverete, nel Capitolo < DOPPIO COGNOME  >  una pagina dedicata a questo nuovo Nucleo Familiare Martini Basagni