2 – La Famiglia a STIA

   Storia della Famiglia Basagni 

Secondo Capitolo : La Famiglia Basagni a STIA

Abbiamo terminato il precedente capitolo con la presenza della Famiglia Basagni a STIA , già dalla seconda metà del 1400,  finalmente,  a partire dal 1500 riusciamo ad entrare in merito  a chi realmente fosse questa Famiglia Basagni

Prima di procedere, con l’analisi di queste  certificate informazioni storiche , del Nostro Antico Casato,  è opportuno una  dovuta precisazione : 

Da tutte le ricerche, fino ad oggi svolte , nel corso del 1500 non sono mai emerse tracce di ulteriori famiglie Basagni, non solo in Casentino, ma anche in eventuali altre  località della Toscana. Tutti i vari nuclei, identificati nel corso del 1500 e nel 1600,  sono tutti  riconducibili alla loro discendenza da questa Famiglia Basagni, residente a Stia , già alla fine del 1400.

La totale mancanza di notizie di altre Famiglie Basagni , ci porta a ritenere che questa di Stia sia stata l’unica Famiglia Basagni esistente alla fine del 1400.  Potrà sembrare strano, come dopo due secoli, dalla morte di Giovanni di Battifolle (1294 )  si trovi in vita un solo  nucleo Nucleo  Familiare .

Si possono avanzare varie motivazioni a supporto di questa < non prolificazione >, del Casato Basagni.                                         

a )  –   Nelle Famiglie “ benestanti ” si era soliti contenere il frazionamento del patrimonio, per non indebolire la Casata. E’ noto, che in queste Famiglie,  spesso molti figli venivano avviati alla vita sacerdotale  o monastica . A questo proposito   abbiamo visto , nel capitolo precedente ,  che la Famiglia Flamini, a forza di fare monaci, in ultimo si era estinta  a l’inizio del 1400.                             

 b  ) –  Nel corso del 1300 e del 1400, ci furono molte epidemie, pestilenze, carestie varie  e in tutto il Medioevo, la mortalità infantile era molto alta.

c )  – Non ultimo, dobbiamo prendere in seria considerazione , che alcuni discendenti possano, nel corso del 1300  e 1400 , avere cambiato o modificato il proprio cognome. L ’obbligo del Cognome , stabile da Padre in Figlio,  entra in vigore a seguito del Concilio di Trento, avvenuto nel 1564 .La Chiesa, onde evitare , nei matrimoni , l’incesto ( possibile dall’unione tra consanguinei, dal momento che non erano bene specificate le generalità dei genitori degli sposi ) impone l’obbligo di un cognome stabile , che venisse tramandato da padre in figlio. Precedentemente , al 1564, era molto diffuso il modificare il propio ” cognome ” o più semplicemente il ” soprannome “. Nel corso delle nostre ricerche abbiamo trovato, che già all’inizio del 1500 sono presenti, in Casentino ed a Firenze,   i cognomi  Basagnini, Basagneri e Basagnani. Questi tre Cognomi , ed in particolare quello Basagnini,  possono essere dei cognomi < derivati >, o meglio cognomi assunti da rami ” cadetti ”  della Famiglia Basagni.

Il cognome BASAGNINI ( che sicuramente è un derivato ) lo troviamo diffuso, all’inizio del 1500, in molte località del Casentino , spesso negli gli stessi luoghi dove si trova presente anche il cognome Basagni. A Moggiona, troviamo una Famiglia Basagnini abitare vicino ad una Famiglia Basagni, ed in  località Strada in Casentino, sappiamo di un giovane Basagni che sposa una Basagnini.

Ai fini della nostra ricerca nulla cambia, perché noi analizziamo solo la storia della Famiglia BASAGNI , dalle sue origini ad oggi,    non la storia di altri eventuali Cognomi  “ derivati ” , la cui storia non è la nostra.( se pure possiamo ritenere una comune origine )

Cosa possa essere realmente successo nel periodo di tempo che intercorre dalla morte di Giovanni di Battifolle ,  1289  alla seconda metà del 1400 ,  con esattezza  , non lo sapremo mai.   Resta, comunque, un dato certo  :  all’inizio del 1500 persone con Cognome Basagni sono state individuate solo a STIA  Le molteplici diramazioni, che si formano a partire dai primi decenni del 1500,( come vedremo nel Terzo Capitolo ) sono tutte scissioni ,documentate, che prendono origine dalla Famiglia di Stia.

Questo ci permette di stabilire  che STIA , se non il luogo di origine del  nostro Casato , è il punto di partenza della “” ricostruzione storica documentata “ della Famiglia Basagni. e noi oggi :  siamo tutti discendenti di questo antico nucleo.

Scusatemi se sono stato eccessivamente “” prolisso “”, su questo argomento , ma era doveroso chiarire questo aspetto.

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Torniamo alla Nostra storia

Grazie ad una ampia documentazione di archivio e a varie citazioni storiche, riportate in più libri , possiamo  ( anche se non in forma totalmente completa ) ricostruire la struttura di questa Famiglia  Basagni , tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500

Determinanti , in questa nostra ricostruzione, sono state varie notizie citate in antichi  libri, che ci hanno permesso di conoscere  aspetti sociali ed  economici, della Famiglia, che da i registri anagrafici, dell’epoca, non avremmo modo di conoscere

 

Dalla lettura  di vari documenti, relativi al 1500, troviamo la spiegazione della  provenienza di tutto questo ” benessere “.

Estremamente significativo  è quanto troviamo scritto nel Libro : LA MOLTIPLICAZIONE del BESTIAME TOSCANO. pubblicato nel 1769 dall ‘Accademia de’ Georgofili di Firenze

 

 

  

         Titolo del testo :

 

LA MOLTIPLICAZIONE del BESTIAME TOSCANO

 

               Esposta in due dissertazioni

     

del Signor Dottore   FILIPPO ANDREUCCI

 

e Signor Dottore    LUIGI TRAMONTANI .

 

a pagina  189, troviamo scritto :

……l Per  formarsi un ‘ idea della cultura delle pecore  delle province della Toscana due secoli addietro, basta vedere il < Libro Debitori e Creditori > tenuto da Giovanni Basagni figlio di Agnolo  di Bartolommeo di Giovanni , de Stia. , cominciato il 22 settembre 1571, che ho appresso di me . Vi si vede un estenzione di commercio di lane non solo per tutto il restante della Toscana , ma per tutta l’ Italia , con un fondo considerabile. Il traffico di lane , che lo faceva allora un solo privato , non lo fa adesso tutto il Casentino assieme….

Signori !! ,  questo non lo troviamo scritto in un ” libriccino qualsiasi  “, ma è scritto in un testo ACCADEMICO , pubblicato dai Georgofili, sono poche righe, ma dicono molto !!!

Sappiamo quindi , per certo , : che nel 1571, la Famiglia Basagni , di Stia,  traeva grossi profitti dal commercio della lana.  Il fatturato, che faceva questa Famiglia   “”….un solo privato.. “”  era superiore a tutto  quello fatto, due secoli dopo, in tutto il Casentino. Ed il commercio di lane  , fatto da questi BASAGNI, non si limitava a tutta la Toscana,  ma per tutta l’ Italia.

Credo che ogni ulteriore commento sia superfluo.

Adesso sappiamo, con esattezza , l’ attività che svolgeva  questa Famiglia, nel 1500. Per svolgere un commercio, che non si limitava alla sola Toscana , ma esteso anche in altre parti d’Italia parti d’ Italia )  e con un consistente fatturato ( viene indicato come seperiore all’ intero fatturato fatto , in tutto il Casentino, due secoli dopo ) sicurante occorreva una adeguata organizzazione.

Da vari documenti, (prevalentemente Archivio di Stato di Firenze )  troviamo, nel 1500 in questa Famiglia Basagni di Stia  , una diffusa presenza di due figure professionali : Notai e Dottori abilitati agli ufizzi ( commercialisti dell’epoca )  Questo ci porta a  ritenere  come sul piano ” Amministrativo ” , la Famiglia,  si era bene strutturata . Non riesco, invece, a capacitarmi di come possano avere potuto gestire l’aspetto logistico, relativo agli acquisti, agli stoccaggi e non ultimo ai vari  punti vendita. Non dispongo di nessuna notizia , specifica. Ovviamente questa mole di commercio , non poteva essere gestita solo da Stia.  Mi è difficile credere che tutto quel volume di ” affari ” potesse essere gestito unicamente da Stia, e resto un po’ scettico con quanto scritto : ..””...estenzione di commercio di lane non solo per tutto il restante della Toscana , ma per tutta l’ Italia ..””……( non credo a tutta l’Italia, ma sarebbe già molto considerare  solo ad altre Regioni ) Teniamo ben presente che siamo nel cinquecento, epoca in cui i trasporti e le comunicazioni , non erano cose semplici, e Stia non era certo una località facilmente raggiungibile, non godeva di una posizione ” strategica ”  lungo una via di comunicazione, quale poteva essere all’ epoca la via Francigena.

L’ autore di questo Registro Contabile < Libro Debitori e Creditori > ( all’epoca detto Giornale ), iniziato in data 22 settembre 1571, è GIOVANNI Basagni di AGNOLO  di BARTOLOMMEO  di  GIOVANNI. ( vengono citati Padre, nonno e bisnonno ) Sappiamo , da altro documento ( Archivio di Stato di FI ), che Giovanni  Basagni di Agnolo , di anni 25 ,viene nominato Notaio , a Stia, nel 1575. Quindi sappiamo che è nato nel 1550  ,pertanto inizia questo registro all’ età di solo 21 anni   E’ da escludere che l’ attività abbia preso inizio con Giovanni , ma dobbiamo ritenere che egli , giovanissimo, sostituisce un suo stretto parente , nella compilazione del Registro Contabile.

Presso l’Archivio di Stato di Firenze, sono conservati altri quattro Registri Contabili della Famiglia Basagni, ma non c’è quello del 1571, scritto da Giovanni, citato nel trattato di Economia , della Accademia dei Gergofili,  che probabilmente è finito in mano di un privato collezionista

Quindi i registri contabili , di cui siamo a conoscenza sono 5, ma nulla esclude che possono essercene stati anche degli altri. Di questi Registri, quello citato dai Gergofili , risulta al momento,  essere il più vecchio ( iniziato nel 1571 ).

Due dei quattro  Registri contabili, conservati all’Archivio di Stato di Firenze, sono entrambi a firma di FILIPPO  Basagni di Agnolo di Bartolomeo  ( quindi fratello di Giovanni ) .Entrambi i registri fanno riferimento allo stesso periodo : 1575-1612. Tutto lascia ritenere che nel 1575, anno in cui Giovanni consegue il titolo di Notaio, cessi la registrazione contabile, e questa passa a suo fratello Filippo . che sappiamo essere di alcuni anni più giovane.

Questi Registri sono stati così  Catalogati dall’archivio di Stato :

1- Giornale e ricordi di Filippo di Agnolo di Bartolomeo Basagni ( da Stia ) relativo soprattutto alla vendita di bestiame. 

Titolo originale :  ….”” Questo libro ene el giornale di mene Filippo d’Agnolo di Bartolommeo Basagni, de Stia , nel quale terà conto de debitori et creditori “” .  ( trascrizione fedele al testo )

2-  : Libro di debitori e creditori di Filippo d’Agnolo di Bartolomeo Basagni da Stia.

Titolo originale : …””  Questo libro dei debitori e creditori sia di me Filippo d’Agnolo di Bartolommeo Basagni , de Stia “”( trascrizione fedele al testo )

E’ documentato, sempre dall’ Archivio di Stato, che Filippo di Agnolo, riceve il titolo di Dottore abilitato agli Uffizi nel 1578 ( tre anni dopo l’inizio delle sue registrazioni ), ma contrariamente per quanto avvenuto per Giovanni, che sappiamo essere stato nominato Notaio all’ età di  25 anni , non viene indicata specificata l’età- di Filippo ( che sicuramente era più giovane del fratello )

Da notare che il Registro Contabile, scritto da Filippo, che nel 1571 segue quello di suo fratello Giovanni, è stato catalogato, dall’Archivio di Stato di Firenze come <…….relativo soprattutto alla vendita di bestiame. .> , mentre per quello  citato da i Gergofili , si parla di commercio della LANA,

Gli altri due Registri fanno riferimento al 1600, e ne parleremo più avanti.

Torniamo al primo Registro, scritto da Giovanni , relativo al periodo 1571-1575, e gli Autori esaltano il grosso volume di affari fatto in quel periodo, da questo privato. Ovviamente  questa attività è iniziata molto prima del 1571, per potere aver raggiunto  quel ragguardevole volume di affari, che i due accademici definiscono superiore al fatturato , dell’intero commercio della lana in Casentino, del 1769. Credo che i due accademici abbiano un po’ esagerato,, e comumque i ragguardevoli risultati non sono certo merito di Giovanni , egli ha solo 21 anni quando inizia questo registro , e 25 anni quando cessa.(come ho già detto,  i Gergofili non accennano a gli altri registri , scritti da Filippo ).

E ‘ evidente , quindi,  che questi eccellenti sono frutto di una attività avviata da una o due generazioni precedenti, a Giovanni  (nato 1550 ) Su la base di altri dati di Archivio, possiamo tentare di ricostruire questa Fami glia , partendo dal Bisnonno di Giovanni.

Iniziamo con il primo schema, relativo alla struttura del Nucleo familiare , tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500, partendo dal Bisnonno.

Lo schema ci presenta una Famiglia, composta da un Padre e tre suoi figli maschi (mancano le figure femminile, che raramente troviamo nei documenti dell’ epoca).  Come potete osservare, il Capofamiglia si chiama Giovanni .Nome che si ripete continuamente nella nostra antica storia , iniziata con Giovanni da Battifolle, e successivamente con Giovanni Gonfaloniere di Giustizia. E’ molto probabile che questo Giovanni, sia il nipote  del Gonfaloniere, che come si è detto  era residente in Località Cascesi, nel territorio di Castel San Niccolò, luogo  vicino a Stia. Dobbiamo considerare, che nel 1500, Stia si sviluppa come < Mercatale >, ossia una piazza , dedicata al commercio. La famiglia Basagni, per intraprendere questa sua attività mercantile, dovette lasciare Cascesi, luogo non idoneo al loro commercio, e trasferirsi nella vicina STIA.

La presenza della famiglia Basagni a STIA, già nella seconda metà del 1400, ci porta a ritenere che questa era legata alla loro attività mercantile. Quindi : Giovanni Basagni, con i figli Agnolo, Bartolomeo e Salvatore, svolgono l’attività mercantile delle lane.

Nel secondo schema, riportiamo la struttura del Nucleo Familiare relativa alla prima metà del 1500.

Questo  ritengo essere il nucleo Familiare protagonista della crescita  commerciale.

Come potete osservare la Famiglia Basagni si organizza  e si evolve, sicurante in funzione della sua attività. A Stia vediamo che Agnolo di Bartolomeo è Notaio , mentre vediamo che Salvatore di Giovanni, si trasferisce a Montemignaio, ( in località la Serraja ) .Sono  convinto che il trasferimento di Salvatore , a Montemignaio sia avvenuto in fuzione di questa crescita ( spiegherò nel capitolo successivo, come a Montemignaio si era strutturata l’attività < produttiva > e < logistica > di questo commercio.

 

Nel  Terzo schema, riportiamo la struttura del Nucleo Familiare relativa al periodo 1571- 1575periodo che Giovanni di Bartolomeo scrive il Registro Contabile, citato dai Gergofili.

Come potete osservare , in questo terzo schema, alcuni membri della Famiglia Basagni si sono trasferiti a Firenze.

 

 

 

La Famiglia Basagni,  di Stia, non fu solamente una < Famiglia di Mercanti > .

Lo storico Leonardo Previero, ( già citato più volte per il suo libro STORIA E SEGRETI DI STIA IN CASENTINO ) non fa nessuno accenno a questo grande commercio , che i Basagni fecero nel corso del 1500 a Stia,  viceversa vediamo che definisce la Famiglia Basagni:  <  una famiglia acculturata >, sottolineando i tanti Notai e Dottori abilitati agli Uffizi , che si erano succeduti per quasi due secoli.

Nel suo libro  Previero parla. anche. di Bartolomeo di Agnolo Basagni, quale noto esperto di ARTE SACRA. ( per dovere di cronaca Bartolomeo Basagni, esperto di Arte Sacra, nel XVII secolo, lo troviamo citato , anche, in alcuni testi di Storia dell’arte, relativamente al periodo noto come < della contro riforma >. 

Riporto  un curioso episodio , avvenuto nel 1596 , citato da Previero, e riportato anche in altri in vari libri. Come sapete , con il Concilio di Trento la Chiesa aveva posto dei limiti e dei vincoli per quanto riguardava la pittura, e nominato alcuni Esperti per verificare  che tutto fosse conforme. Nel 1596, il parroco di Papiano , Don Marco Ambrosini , aveva commissionato al pittore ( di scuola senese ) Simone Ferri di Poggibonzi, un dipinto ( a carattere ovviamente religioso , che doveva essere esposto nella chiesetta di Papiano)  dal titolo :< La cena in casa del fariseo > , ispirato ad un racconto del Vangelo. Alla consegna dell’ opera , Don Ambrosini ,temendo che il dipinto non corrispondesse ai nuovi requisiti imposti dalla Chiesa di Roma, onde onde evitare beghe, si rivolse all’ Esperto di Arte Sacra, nominato dalla Curia di Fiesole : Bartolomeo Basagni . Il nostro ” Esperto” boccia il dipinto perchè troppo ricco di persone e di volti, tanto che pongono in seconda luce il volto del Cristo. ( queste le motivazioni in merito , riportate in vari testi di Storia dell’ Arte ) Il Ferri, ovviamente, contesta questo ” giudizio “, ma il giudizio dell’ Esperto è insidacabilile : niente da fare il dipinto non è conforme alle nuove regole, volute dalla Chiesa.. Quel dipinto non può essere esposto al pubblico, e tanto meno, in una Chiesa. Il Ferri se volle vendere il dipinto,  fu costretto ad un forte abbattimento del prezzo, di vendita.

Fino a qui tutti concordano con quanto scritto. Per quanto riguarda, invece, l’ acqurente abbiamo due diverse versioni.  C’ è chi scrive che Don Ambrosini , comperò a prezzo strasciato il dipinto , che si tenne per se la tela , ma successivamente per non avere beghe la rivendiede. Altra versione  riporta, come acquirente,  una ricca Famiglia del luogo, che “malpagò  ” Simone Ferri , ed il dipinto fu liberamente  esposto nella loro abitazione.

Questo è il dipinto , di Simone Ferri, 

< La cena in casa del Fariseo.>.

Il quadro si trova esposto nella Chiesa Pievanica di Stia , da quando  (nella metà 1700 )  il “misterioso ” proprietario ne fece dono ad una Confraternita, di Stia, la quale donò il dipinto alla Chiesa parrocchiale.

 

A me, personalmente, questa storia ” puzza di bruciato ” !!!!. e sono più che convinto che < l’ ignoto > acquirente  possa essere stato, una persona molta vicina all’ esperto d’Arte Sacra. Magari proprio uno dei suoi fratelli : Giovanni o Filippo. Sono più che convinto che furono i Basagni, a comperare , per pochi denari, questo quadro. Poi, oltre cento anni dopo, nel 1700 uno dei discendenti, forse a ricompenza di un favore ricevuto, donò quel quadro, alla Confraternita.

Se avete occasione di andare a Stia, Vi invito ad andare a vedere questo diponto, che si trova nella Chiesa della Piazza principale di Stia ( oggi Piazza Tanucci ). Guardatelo bene, poi chiude gli occhi ed immaginatevelo appeso ad una parete, di un grande Palazzo cinquecentesco. Quale palazzo ? molto semplice, quello dove oggi si trova l’ Albergo Falterona, pochi metri distante, da quella Chiesa. Nel 1500, i Basagni abitavano propio in quel palazzo. Nel 1800, quella grande casa era nota come palazzo < Martini Basagni >. Ma … ? , non abbiate fretta, la storia va letta lentamente , e si deva andare in fila. Dobbiamo se si vuol capire, tenere un ordine cronologico,  degli eventi, qui siamo ancora a parlare del 1500, c’è tempo per arrivare al 1800 !!

Famiglia di < Grandi mercanti > ,  Famiglia < acculturata >,  ma …!  ( e non poteva non essere diversamente  ) anche Famiglia <Intrallazzata > nella politica, dell’epoca. 

Tra il 1500 ed il 1600 , “” periodo di massimo splendore“” , della Famiglia  Basagni,  vediamo come questa Famiglia si era bene   “”ammaniglita“” con il potere politico e religioso, dell’epoca. Ci sono vari esempi che ci fanno capire come questi Basagni godevano di particolari privilegi, contemporaneamente vediamo una particolare fedeltà , della Famiglia, al Granduca Cosimo dei Medici. Tra gli esempi più significativi troviamo  un documento. datato 1573 ,   inviato , dalla Famiglia Basagni, al Granduca.

 Per comprenderne l’ importanza, di questo documento,  è necessario aprire una parentesi storica . Nel 1571, Cosimo de’ Medici , a seguito di pressioni da parte del Papa, aveva emanato ( anche ) in Toscana  la legge con la quale si obbligava alle famiglie di religione Ebraica la residenza all’ interno dei Ghetti. Per quanto riguardava il Casentino, le famiglie Ebraiche erano obbligate a trasferirsi nel ghetto di Firenze . Dobbiamo fare presente, che in Casentino , nel 1571, erano presenti tre località che godevano del privilegio di non dipendere dall’ordinamento politico di Firenze  : Papiano, Chitigliano e Moggiona. Alcuni Ebrei approfittarono di questa opportunità per trasferirsi in questi luoghi.   Nel libro < ALTO CASENTINO , PAPIANO  E URBECH, LA STORIA I FATTI LA GENTE  > , a proposito della questione ebraica in Casentino , l’ Autore  riporta alcuni passaggi di un documento,del 1573,  indirizzato alla Corona,   :

……………si precisa che a Stia , alla data 1571, non è ravvisata  la presenza di nessun ebreo , anche se anni prima erano state documentate quattro famiglie ……………….E’ facile pensare  che gli Ebrei di Stia si siano spostati nel vicino territorio di Papiano…………………….Nel 1573, a Papiano sono documentate due famiglie : Davitte di Jacobbe  di Lazzaro e Sabbato di Jacobbe………………… oggi in Papiano dei Conti Durbech.               

Questa  “ particolare ”  relazione , indirizzata alla Corona Ducale, che possiamo definire  “molto  riservata ” , è firmata :  Famiglia Basagni.

Questo documento , a firma Famiglia Basagni,  è conservato presso l’ Archivio Vicarile di Poppi.  Fondo : Giovanni Gualberto Goretti Miniati. Giacenti presso la Biblioteca Rilli-Vettori di Poppi.

E’ singolare come questo documento , non riporti la firma della singola persona , ma firmato in forma collettiva : < Famiglia Basagni >, come a volere sottolineare una fedeltà, alla Corona, da parte di tutta la Famiglia Basagni , ma contemporaneamente un potere globale della famiglia. .Nel 1573 ( data in cui venne redatto qiesto documento ) due erano i Basagni di Stia che potevano avere redatto il carteggio : Agnolo Basagni di Bartolomeo, Notaio ( la sua morte è ritenuta   nel 1575 ) e  suo figlio  Giovanni Basagni  che   scrive il Registro contabile della Famiglia ( 1571-1575 ). ci saremmo quindi aspettato che un documento, così importante ( indirizzato direttamente al Granduca Cosimo dei Medici ) fosse firmato da uno di essi. Sicuramente il documento venne scritto o da Agnolo o da suo figlio.Giovanni, ma la firma < allargata >, con la sigla Famiglia Basagni, assume un aspetto più ampio, volendo sottolineare un potere , accentuato, a tutta la Famiglia Basagni.

Ed in politica valgono le regole del dare e dell’avere

Qualche anno dopo, il 22 ottobre 1586 , muore a Firenze , parrocchia di Sant’Ambrogio,  una bambina : IDELLANTE figlia del Notaio  Giovanni Basagni  . Stranamente, mentre per nessun altro morto , in quel periodo, è indicata l’età, in questo caso, il Parroco, scrive < una giovane bambina > , ma cosa ben più  strana  leggiamo che il cadavere della bambina venne trasportato a Stia. Siamo nel 1586 !! epoca in cui, a Firenze ( come in alcune altre città ) era fatto divieto assoluto traslocare i morti. Il notaio Giovanni ottenne il permesso di fare viaggiare , il cadavere di sua Figlia Idellante, da Firenze a Stia !!!! Poteva benissimo farlo di nascosto, magari pagando e corrompendo, ( non gli mancavano i soldi ) ma volle farlo dietro dovuta autorizzazione, per far vedere a tutti , cheegli poteva  ”  ( ed il fatto venne annotato nel registro dei morti della Parrocchia, ed è riportato, anche, sul Necrologico Fiorentino del Cirri ).

Particolari privilegi che si riscontrano sia con il potere politico ,il Granduca , che con quello religioso , il Vescovo di Fiesole. (Stia come gli altri comuni dell’Alto Casentino apparteneva alla Diocesi di Fiesole )

Il giorno 4 Ottobre 1641, il Vescovo di Fiesole Monsignor Lorenzo Della Robbia, ordina sacerdote un giovane seminarista , di soli 19 anni : Giovanni Basagni di Salvatore di Giovanni. Nipote  del Notaio Giovnni ( morto nel 1619 ). Sembrerebbe di capire che la nomina, a sacerdote, era stata un po’ precoce, ma non è questo il fatto strano. Il Vescovo di Fiesole, non ordinò sacerdote Giovanni Basagni nella chiesa Vescovile , di Fiesole, come di prassi, ma…. venne appositamente in Casentino. La cerimonia della nomina a sacerdote, del giovane chierico, fu celebrata presso la Chiesa Pievanica di San Martino a Vado . Nello stesso giormo , il Vescovo si era recato a Montemignaio dove aveva consacrato, al culto, una piccola nuova chiesetta e nominato Rettore di questa chiesetta, il neo sacerdote Don Giovanni Basagni.  Come vedete alcune stranezze, a fronte di sicuri particolari rapporti .  Riporto in forma più completa e dettagliata l’evento al capitolo Quarto, dove entro nei dettagli del Ramo Basagni di Montemignaio.

 

Troviamo, anche, un interessamento diretto alla Politica attiva ,  con Francesco Basagni che ricopre l’incarico di Consigliere Comunale, presso il Comune di FIRENZE.

Francesco Basagni di Innocenzo nasce a Stia nel 1680.Nel 1705 lp troviamo scritto nel ruolo di Dottore Abilitato agli Uffizzi, ed è residente a Stia. Nel biennio 1720 – 1721, ricopre il ruolo di Consigliere Comunale, al Comune di Firenze. Durante il suo mandato di Consigliere Comunale, risulta residente in Firenze registrato tra le anime della Parrocchia di San Simone. Al termine del mandato ritorna a Stia dove muore nel 1736, all’ età di anni 56.

 

Gli IMPARENTAMENTI

Non sono noti < gli imparentamenti >, che furono fatti nel corso del XV e XVI secolo, le prime notizie documentate , solo per alcuni matrimoni, le abbiamo solo  partire dal XVII secolo.

Ricorderete che all’ inizio della Nostra Storia si è letto che la Famiglia Flammini aveva fatto importanti < imparentamenti >, tra i quali : con la Famiglia Basagni.  Adesso possiamo dire che pure i Basagni fecero ottimi ” imparentamenti “.

Nel 1601 , Agnolo Basagni figlio del Notaio Giovanni , si sposa con Faustina, diretta nipote del Conte Guido Durbech ( nella biografia dei Conti Durbech, troviamo scritto che il giovane Agnolo Basagni , lo sposo di Faustina , apparteneva ad una delle più ricche Famiglie del Casentino ).

il giorno 1 Agosto 1607,  Maddalena di Bastiano Basagni sposa Romolo della Famiglia Ulivo Degli Alessi , parenti dei Conti Durbech. Maddalena , rimasta vedova , muore il 9 settembre 1642.

Nello stesso anno  il 1607,  Agnolo Basagni di Bartolomeo ( figlio del noto esperto di Arte Sacra ) sposa Elisabetta Ulivo Degli Alessi, sorella di Romolo.

 

Nel 1619, muore a Stia il Notaio  GIOVANNI Basagni ( sicuramente una delle figure di maggior prestigio di questa Famiglia ). Nel 1620, troviamo registrati, nel Libro delle Decime ( ossia le tasse !!) i suoi quattro Figli maschi quali eredi: Salvo , Agnolo, Teodoro e Pasquino.  Non figurano femmine ,  ma questo rientra nella prassi dell’ epoca, per cui non sappiamo mai nulla delle varie figlie.   Sappiamo, solo, come ricorderete, di una figlia del Notaio Giovanni,  Idellante era morta giovanissima nel 1586.

Come si è già accennato, all’Archivio di Stato di Firenze sono conservati quattro Registri contabili, ( che si aggiungono a quello scritto del 1571) , uno di questi registi è scritto da Teodoro di Giovanni  , ed ha per titolo : Eredi di Giovanni , ricordi e ricevute 1619 – 1622. Quindi Teodoro, forse il primogenito, è colui che tiene la contabilità della Famiglia  riguardante i beni ereditati alla morte del Padre.

 

 

 

 

 

 

 

 

IN COSTRUZIONE

  Il 14 giugno 1810, muore a Stia l’ultimo Basagni  :  Don FILIPPO  di Alessandro, Padre Vallombrosiano ( era nato nel 1746 ).