diramazione di MONTEMIGNAIO

TERZO Capitolo .

Sub-pagina – La Diramazione della Famiglia Basagni di MONTEMIGNAIO

Questa  Diramazioni  si forma tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 . Riteniamo ( al momento ) che questa sia stata la prima scissione della Famiglia Basagni di Stia.

Non è nota la data esatta  di quando Salvatore Basagni di Giovanni, lascia Stia . Sappiamo che si stabilisce in località < La Serraja > , nei pressi del paese di Montemignaio. La toponomastica di questa località ci porta a ritenere che nel luogo si trovassero delle recinzioni per le pecore , e che quindi la sua attività possa essere stata legata alle pecore. Siamo nel periodo che la Famiglia Basagni, a Stia, svolgeva l’attività di commercio di lana. Nei pressi della Serraja si trova una località detta Fornello , dove ritengo esserci stato un essiccatore, per l’asciugatura  della lana dopo averla lavata. Tutt’oggi è visibile questa struttura, anche se totalmente restaurata, dopo che nel 1700 , una grande frana distrusse tutto. A fianco di questa struttura, si vedono le tracce di un grande follone , che ritengo essere statata la grande vasca per il lavaggio, della lana grezza.

Sono più che convinto che Montemignaio era la sede produttutiva , dove ci si approvvigionava di lana , che veniva commercializzata da Stia, località che come ben sappiamo si sviluppò , tra il 1400 ed il 1500, come < mercatale >.

Non abbiamo dati di archivio , del Comune di Montemignaio, ne del locale archivio parrocchiale, per potere tracciare uno schema della famiglia, nel secolo XVI. Unico dato , documentato, è che Agnolo Basagni di Salvatore , da Montemignaio acquista una grande casa a Moggiona.

Ritengo ( su la base di documenti del 1600 ) che nel corso del 1500, questa Diramazione, discendente da  Salvatore di Giovanni, possa essersi molto moltiplicata, tanto da supporre che alla fine del 1600, vivevano a Montemignaio molti Basagni.

Determinante per conoscere alcune importanti notizie relative alla Famiglia Basagni a  Montemignaio, ci è di grande aiuto la lettura di un libro, dal titolo IL ROMITO DELLE CALLE, scritto dallo Storico Pier Paolo Guidi edito da Pucci Cipriani, nel 1984. L’ Autore fà la storia  di una piccola chiesetta che si trova lungo l’antico percorso, noto come il passo della Consuma ,nel Comune di Montemignaio, della Curia Vescovile di Fiesole (FI ).

Questa piccola chiesetta, fu edificata nel 1641 dalla popolazione del luogo , nello stesso luogo dova da molti anni si trovava un antico tabernacolo , molto venerato dalla popolazione ed in particolare punto di riferimento per i pastori che percorrevano questa strada con le  pecore- Nel tabernacolo si trovava una tela raffigurante l’ immagine della Madonna, che si diceva essere stata acquistata a Roma, da una famiglia del posto, e che la stessa Famiglia aveva voluto costruire questo tabernacolo a protezione di tutti i pastori.

Oggi, questa antica  tela è conservata nella Chiesa Parrocchiale di Montemignaio. (come vedete è un dipinto databile al XVI secolo, e sembrerebbe  di scuola Toscana, forse Senese )

Al sottoscritto, ricordandosi che …………. Basagni, era esperto di arte sacra , e che  già abbiamo avuto modo di intuire come si sapesse ben destreggiare nell’acquisto ( a buon prezzo !) di tele a carattere religioso., cade il penziero che forse furono i Basagni a realizzare il Tabernacolo a protezione dei pastori, delle pecore e dei loro interessi.

Torniamo alla Chiesetta, che nel 1641 , si sostituisce al Tabernacolo, e come scrive l’ Autore del libro, fu anche questa edificata dalla popolazione del luogo.  Una chiesa è ben altra cosa , rispetto ad un tabernacolo votivo, essa deve essere consacrata al culto, ed il 4 ottobre 1641,  Monsignor Lorenzo Della Robbia Vescovo di Fiesole, si reca a Montemignaio per consacrare la nuova Chiesetta.

il 4 Ottobre 1641, è una data tra le più significative nell’ antica Storia della Famiglia BASAGNI, che vede coinvolte non solo la Diramazione di Montemignaio, ma anche quelle di Stia e di Strada. Possiamo dire che , quanto si verificò quel giono , riguarda tutto il nostro Antico Casato, ed è in parte la riprova che nel 1641, c’erano buoni rapporti tra  varie diramazione.

Nulla di strano, o di particolare, che il Vescovi si rechi a consacrare al culto una chiesa di nuova fabbricazione, ma quello che è molto anomalo e quanto  avvenne dopo.

Quel giorno, 4 ottobre 1641, il Vescovo dopo la consacrazione a Montemignaio, si trasferisce con tutto il suo seguito  presso la Chiesa Pievanica di Sam Martino a Vado, dove ordina al sacerdozio un giovane seminarista ( del seminario di Fiesole ): Giovanni Basagni. Premesso che i novelli Preti venivano ( e tutt’oggi vengono ) < Ordinati Sacerdoti >, presso la Chiesa Arcivescovile ( in questo caso era quella di Fiesole !) e non la chiesa di San Martino a Vado, ma il nostro Giovanni Basagni era ancora chierico, quindi non aveva terminato gli studi ( Giovanni di Salvatore  era nato a Strada nel 1622, quindi nel 1641 aveva solo 19 anni. ) Il novello pretino, era il nipote del ben noto Notaio Giovanni Basagni ( portava tra l’altro il nome del nonno, morto un paio di anni prima della sua nascita ). Vedete , come nel 1641, fosse ancora forte il potere di questa ” Dinastia ” !!

 

 

782  – STORIA di un MIRACOLO, che vide  “ protagonista “ Don Andrea Pietro Basagni.

L’ avvenimento è ampiamente documentato, ed i relativi documenti  sono conservati  presso l’Archivio Vescovile di Fiesole.Sezione XVI B, Filza 38, carta 611 e  746.  Questo “ strano evento “  è , anche, riportato nel  Libro  IL ROMITO DELLE CALLE , di  Pier Paolo Guidi.

Nel 1782 , Don Andrea Pietro Basagni , precedentemente parroco della Chiesa di Santo Stefano a Fornello , vicina a Montemignaio, viene nominato dal Vescovo , parroco della piccola chiesa di Santa Maria delle Calle  ( anche questa vicinissima a Montemignaio ) .Si tratta, come ricorderete, della stessa chiesetta , che  nel 1641 era stata affidata al novello sacerdote Don Giovanni Dopo pochi mesi da questa nomina, lo stesso Vescovo, ordina al nostro  Don Andrea Pietro di trasferire l’ immagine, della Beata Vergine Maria, dalla Chiesa delle Calle a quella di Sant’Agata , in Montemignaio, e di procedere alla sconsacrazione della stessa Chiesa e di trasferire ogni beneficio alla Chiesa Pievania di Montemignaio. Per dovere di cronaca, a quella data era Rettore della Chiesa Pievanica  di Montemignaio , un altro Basagni ; Don Pierantonio.( ovviamente parente di Don Andrea Pietro )

 Lo scrittore Pier Paolo Guidi, si dilunga molto sulla figura di Don Andrea Pietro, sottolineando come il povero Curato rimane coinvolto in una serie di incidenti,  provocati dalla popolazione del luogo, che si oppone ed ostacola la chiusura di questa chiesetta, ed in modo particolare al trasferimento di questa immagine sacra, da sempre molto venerata e ritenuta miracolosa. E finisce con il paragonare il nostro Don Andrea Pietro a Don Abbondio ( di Manzoniana memoria ), in quanto pressato tra due fuochi. Da una parte c’è il Vescovo, che vuole la sconsacrazione, da l’altra parte c’è la popolazione che tenta con tutti i mezzi di ostacolare questa decisione.

Ricorderete , che come si è già scritto, questa Chiesa di S.Maria delle Calle, era stato costruita con le donazioni della popolazione del luogo, ed in particolare con i soldi della Famiglia Basagni , che aveva anche contribuito ad arricchire, con donazioni di terreni, il reddito di questa canonica.

Siamo nella seconda metà del 1700,  periodo critico, di alcune Famiglie Basagni, tra le quali anche quella di Montemignaio. 

Lo scrittore Pier Paolo Guidi, questo non lo scrive , ma noi sappiamo che nello stesso periodo, o meglio poco prima di decidere per la sconsacrazione della Chiesa di S.Maria alle Calle, il Vescovo di Fiesole aveva già provveduto a sconsacrare la Chiesa di Santo Stefano a Fornello, altra chiesa costruita, in buona parte, con i soldi della Famiglia Basagni, di Montemitgnaio.

Vedete, come era cambiato  < il vento >  , alla Curia di Fiesole ?

In pratica era cambiata la politica , e le pressioni Giansenistiche avevano avuto i loro effetti, anche in Toscana.

Detto questo, torniamo sul nostro Don Andrea Pietro, che non è affatto un  Don Abbondio, non è schiacciato tra i voleri del suo Vescovo e quelli dei suoi Parrocchiani. Don Andrea Pietro è al fianco dei suoi parrocchiani, perché ancora più di loro è attaccato a questa piccola Chiesa, che ( probabilmente ) se la sente in parte anche sua, e soffre nel vedere come la sua Grande Famiglia, stia perdendo quel potere che aveva avuto in passato, e non è da escledere che il nostro ” Pretino ” si sia messo a ” capo ” della sommossa popolare. Forse Don Andrea Pietro è più assimilabile a Don Camillo che non a Don Abbondio !

Ritengo che sia stato a capo ( anche se in maniera occulta ) delle sommosse popolari, e non certo vittima, come scrive Pier Paolo Guidi.

Ed i fatti, dimostrano ( a mio avviso ) che sapeva battersi  contro il volere del suo Vescovo.

Si legge , nei documenti della Curia, la cronaca scritta dallo stesso nostro Don Andrea Pietro Basagni, che informa ( a cose fatte !) il suo superiore ,

dove alla data 26 11 1782, con solenne processione l’immagine della Madonna , era stata riportata nella sua Chiesa, che egli aveva, per l’ occasione, riconsacrato. Scrive , il nostro “ pretino” ( che come vedete non è  Don Abbondio !) , che la processione venne fatta di notte, e sotto una forte pioggia incessante, che durò ininterrottamente per tutto il tempo della processione, ma per MIRACOLO nessun lume di candela e nessuna torcia, di tante che accompagnavano la processione, si spense sotto quella pioggia.

A fronte di questo evento così miracoloso,( che al sottoscritto puzza tanto di artifizio )  il Vescovo di Fiesole, fu costretto a sospendere il suo progetto di sconsacrazione di questa chiesetta

.         La < Madonna delle Calle > oggi conservata nella Chiesa di S.Maria , a Montemignaio

Ho voluto citare questo racconto , non certo per il presunto “ Miracolo “ , ma perché è grazie a queste spigolature che riusciamo a farci un idea di come potevano essere il carattere e gli atteggiamenti dei nostri < Antichi Basagni >.

 

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