4 – Le Diramazioni del 1600

Storia della Famiglia Basagni 

Quarto Capitolo : La Famiglia Basagni di MONTEMIGNAIO

La diramazione di Montemignaio, come abbiamo visto, è la prima delle Diramazioni , della Famiglia Basagni di Stia, che si sono formate all’ inizio del 1500.

Salvatore Basagni di Giovanni, lascia Stia tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500. Non è nota la data esatta, sappiamo che si stabilisce in località < La Serraja > , nei pressi del paese di Montemignaio. La toponomastica di questa località ci porta a ritenere che nel luogo si trovassero delle recinzioni per le pecore , e che quindi la sua attività possa essere stata legata alle pecore. Siamo nel periodo che la Famiglia Basagni, a Stia, svolgeva l’attività di commercio di lana. Nei pressi della Serraja si trova una località detta Fornello , dove ritengo esserci stato un essiccatore, per l’asciugatura  della lana dopo averla lavata. Tutt’oggi è visibile questa struttura, anche se totalmente restaurata, dopo che nel 1700 , una grande frana distrusse tutto. A fianco di questa struttura, si vedono le tracce di un grande follone , che ritengo essere statata la grande vasca per il lavaggio.

Sono più che convinto che Montemignaio era la sede produttutiva , dove ci si approvvigionava di lana , che veniva commercializzata da Stia, che come ben sappiamo si sviluppò , tra il 1400 ed il 1500, come < mercatale >.

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa piccola chiesetta è uno dei < luoghi simbolo > più significativi , nella storia della Nostra Famiglia, ed in modo particolare per l’antica Diramazione di Montemignaio.

Nel  libro < Il Romito delle Calle > .

delllo Storico Pier Paolo Guidi, è riportata la  storia di questa chiesetta  dalla sua consacrazione  a la sua sconsacrazione , e entrambi questi eventi, vediamo coinvolti due Sacerdoti della Famiglia Basagni.

 

 

 

L’ avvenimento è ampiamente documentato, e i documenti relativi sono conservati  presso l’Archivio Vescovile di Fiesole.     —    Sezione XVI B, Filza 38, carta 611 e carta 746.—

I fatti sono , anche, riportati in un Libro scritto da Pier Paolo Guidi , dal titolo < Il Romito delle Calle>.

Ulteriori curiosità ci vengono da un successivo documento , datato 4 Maggio 1655 ( Archivio Vescovile di Fiesole, sezione V, Filza 13, inserto 6, carte 1/2 e carte 5/5r.)

Sono passati circa 14 anni dalla nomina del novello sacerdote. Il nostro Don Giovanni Basagni, scrive una lettera al  Vescovo di Fiesole,  Monsignor Roberto Strozzi (  il precedente Vescovo nel frattempo è deceduto), lamentandosi che la canonica, della Chiesetta della quale era il Rettore , ha bisogno di interventi di restauro e di ampliamento, a fronte di sue  personali esigenze e del suo cappelano.( sappiamo che aveva anche un prete in suo aiuto !)

La lettera di risposta, scritta dal Vescovo di Fiesole , datata 4 maggio 1655, è molto particolare.Il Vescovo si rivolge al nostro Don Giovanni, chiamndolo Monsignore – ( rapida carriera ! dopo solo 14 anni di sacerdozio !!) e lo informa che la Canonica gode di ottime rendite, tali da permettere un buon sostenimento nella sua persona e del Cappellano, alle sue dipendenze ( vediamo che ha anche un aiutante !) , e se lo ritiene opportuno provveda ad opere di restauro e migliorie, con le rendite della Canonica, senza che debba intervenire la Curia. Sottolineando come la stessa Chiesetta goda di un ottimo appannaggio dalle rendite dei molti terreni, dati in patrimonio. Il Vescovo, prosegue , aggiungendo che se queste rendite non le fossero sufficienti, si rivolga alla sua Famiglia, che è certamente in grado di poterla aiutare.

Questo documento, nei contenuti della secca risposta, del Vescovo, ci porta ad alcune  considerazioni. Vediamo la veloce carriera , del nostro ” pretino”, al quale è stato dato in aiuto un giovane cappellano. ( il cappellano è il giovane sacerdote, nei suoi primi nni di servizio )  ma Don Giovanni ( oltre che essere stato fatto prete in anticipo ) saltò il grado di Cappellano per essere nominato subito Rettore .

Se d una parte vediamo questa rapida carriera, daltro lato notiamo il carattere  ( forse un po’ viziatello ) del nostro Monsignor Basagni ). La chiesa era stata costruita alla sua nomina, dopo soli 14 anni è un po’ strano che avesse necessità di restauri e migliorie. Tutto questo ci porta a ritenere, che il giovane Monsignore, era cresciuto in una famiglia benestante, che forse lo aveva un po’ viziato.Ricordiamoci che il nostro Don Giovanni era nato a Strada ,  suo padre ( Salvatore, detto Salvo ) , aveva lasciato Stia , poco prima che nascesse questo suo figlio, quindi è del tutto evidente che anche la Diramazione di Strada

 

 

La Canonica ho ottime rendite (da dove derivavano ?)

 

La cosa, ancora più importante ai fini della nostra ricerca, : la Sua Famiglia è certamente in grado di poterla aiutare .

( ma chi erano e cosa facevano, questi suoi famigliari ! , o meglio chi erano i Basagni ? )

 

Una parziale risposta a questi leciti interrogativi, ci viene dalla lettura di un ulteriore documento

conservato nell’ Archivio Vescovile di Fiesole datato 17 Giugno 1701.

 

Si tratta di un lungo elenco inventariale, a cura della Cancelleria della Curia, relativa ai beni immobili di possesso e beneficio dell’ Oratorio della Chiesa di S. Maria Delle Calli.

 

 

1782  – STORIA di un MIRACOLO, che vide  “ protagonista “ Don Andrea Pietro Basagni.

L’ avvenimento è ampiamente documentato, ed i relativi documenti  sono conservati  presso l’Archivio Vescovile di Fiesole.Sezione XVI B, Filza 38, carta 611 e  746.  Questo “ strano evento “  è , anche, riportato nel  Libro  IL ROMITO DELLE CALLE , di  Pier Paolo Guidi.

Nel 1782 , Don Andrea Pietro Basagni , precedentemente parroco della Chiesa di Santo Stefano a Fornello , vicina a Montemignaio, viene nominato dal Vescovo , parroco della piccola chiesa di Santa Maria delle Calle  ( anche questa vicinissima a Montemignaio ) .Si tratta, come ricorderete, della stessa chiesetta , che  nel 1641 era stata affidata al novello sacerdote Don Giovanni Dopo pochi mesi da questa nomina, lo stesso Vescovo, ordina al nostro  Don Andrea Pietro di trasferire l’ immagine, della Beata Vergine Maria, dalla Chiesa delle Calle a quella di Sant’Agata , in Montemignaio, e di procedere alla sconsacrazione della stessa Chiesa e di trasferire ogni beneficio alla Chiesa Pievania di Montemignaio. Per dovere di cronaca, a quella data era Rettore della Chiesa Pievanica  di Montemignaio , un altro Basagni ; Don Pierantonio.( ovviamente parente di Don Andrea Pietro )

Lo scrittore Pier Paolo Guidi, si dilunga molto sulla figura di Don Andrea Pietro, sottolineando come il povero Curato rimane coinvolto in una serie di incidenti,  provocati dalla popolazione del luogo, che si oppone ed ostacola la chiusura di questa chiesetta, ed in modo particolare al trasferimento di questa immagine sacra, da sempre molto venerata e ritenuta miracolosa. E finisce con il paragonare il nostro Don Andrea Pietro a Don Abbondio ( di Manzoniana memoria ), in quanto pressato tra due fuochi. Da una parte c’è il Vescovo, che vuole la sconsacrazione, da l’altra parte c’è la popolazione che tenta con tutti i mezzi di ostacolare questa decisione.

Ricorderete , che come si è già scritto, questa Chiesa di S.Maria delle Calle, era stato costruita con le donazioni della popolazione del luogo, ed in particolare con i soldi della Famiglia Basagni , che aveva anche contribuito ad arricchire, con donazioni di terreni, il reddito di questa canonica.

Siamo nella seconda metà del 1700,  periodo critico, di alcune Famiglie Basagni, tra le quali anche quella di Montemignaio. 

Lo scrittore Pier Paolo Guidi, questo non lo scrive , ma noi sappiamo che nello stesso periodo, o meglio poco prima di decidere per la sconsacrazione della Chiesa di S.Maria alle Calle, il Vescovo di Fiesole aveva già provveduto a sconsacrare la Chiesa di Santo Stefano a Fornello, altra chiesa costruita, in buona parte, con i soldi della Famiglia Basagni, di Montemitgnaio.

Vedete, come era cambiato  < il vento >  , alla Curia di Fiesole ?

In pratica era cambiata la politica , e le pressioni Giansenistiche avevano avuto i loro effetti, anche in Toscana.

Detto questo, torniamo sul nostro Don Andrea Pietro, che non è affatto un  Don Abbondio, non è schiacciato tra i voleri del suo Vescovo e quelli dei suoi Parrocchiani. Don Andrea Pietro è al fianco dei suoi parrocchiani, perché ancora più di loro è attaccato a questa piccola Chiesa, che ( probabilmente ) se la sente in parte anche sua, e soffre nel vedere come la sua Grande Famiglia, stia perdendo quel potere che aveva avuto in passato, e non è da escledere che il nostro ” Pretino ” si sia messo a ” capo ” della sommossa popolare. Forse Don Andrea Pietro è più assimilabile a Don Camillo che non a Don Abbondio !

Ritengo che sia stato a capo ( anche se in maniera occulta ) delle sommosse popolari, e non certo vittima, come scrive Pier Paolo Guidi.

Ed i fatti, dimostrano ( a mio avviso ) che sapeva battersi  contro il volere del suo Vescovo.

Si legge , nei documenti della Curia, la cronaca scritta dallo stesso nostro Don Andrea Pietro Basagni, che informa ( a cose fatte !) il suo superiore ,

dove alla data 26 11 1782, con solenne processione l’immagine della Madonna , era stata riportata nella sua Chiesa, che egli aveva, per l’ occasione, riconsacrato. Scrive , il nostro “ pretino” ( che come vedete non è  Don Abbondio !) , che la processione venne fatta di notte, e sotto una forte pioggia incessante, che durò ininterrottamente per tutto il tempo della processione, ma per MIRACOLO nessun lume di candela e nessuna torcia, di tante che accompagnavano la processione, si spense sotto quella pioggia.

A fronte di questo evento così miracoloso,( che al sottoscritto puzza tanto di artifizio )  il Vescovo di Fiesole, fu costretto a sospendere il suo progetto di sconsacrazione di questa chiesetta

.         La < Madonna delle Calle > oggi conservata nella Chiesa di S.Maria , a Montemignaio

Ho voluto citare questo racconto , non certo per il presunto “ Miracolo “ , ma perché è grazie a queste spigolature che riusciamo a farci un idea di come potevano essere il carattere e gli atteggiamenti dei nostri < Antichi Basagni >.

 

———————————————————————————